La popolazione armena è un’ antichissima civiltà dislocata nell’Asia sud occidentale che ha lasciato tracce fra il Caucaso, l’altopiano Iraniano ed i monti dell’Anatolia sin dal 4000 a.C. Fin dalle sue origini subì pesanti invasioni e dominazioni come quella Persiana, Macedone, Romana, per poi nei secoli rimanere divisa tra l’Impero Ottomano da una parte e quello Zarista dall’altro. Cristianizzati fin del IV sec., non abiurarono mai la loro fede nonostante le numerose vessazioni della “milizia musulmana”.
Per gli armeni sudditi dei turchi iniziarono sanguinose ed orribili persecuzioni che assunsero la forma di un vero e proprio genocidio in due distinte occasioni tra il 1896 e il 1909, ma con lo scoppio della I° conflitto mondiale, con l’Impero Ottomano alleato degli Imperi Centrali in funzione anti-russa, riprese il “pogrom” con una metodologia e specificità che rimarrà sinistramente famosa nella storia.
La repressione di questo popolo, ridotto a minoranza etnica nei suoi territori, iniziò nell’estate del 1915 quando il governo dei “giovani turchi”, accerchiato dalle forze dell’Intesa e timoroso delle rivolte interne, cominciò la deportazione a piedi di circa due milioni di donne e bambini nei deserti della Mesopotamia, odierna Iraq e Siria. La lunga marcia, le temperature elevatissime, gli stenti, la fame e la sete decimarono ovviamente quasi tutti. Gli uomini, i vecchi e i malati venivano invece direttamente uccisi sotto gli occhi inorriditi dei familiari, come accadde il 10 giugno del 1915 nella gola di Kemah, dove i soldati turchi fucilarono in un solo giorno oltre 25.000 persone. Di tutto questo orrore esiste una vasta documentazione fotografica ed apocrifa che evidenzia una sconvolgente similitudine con quanto sarebbe accaduto da lì a poco a danno degli ebrei.
Dalle successive indagini internazionali risulta che le deportazioni ed i massacri organizzati contro gli armeni furono pianificati e studiati a livello governativo da molti anni, ma nei confronti di questi criminali non ci fu mai un processo o una corte internazionale atta a giudicare le loro atroci responsabilità. Nonostante ciò, questo orrendo massacro può essere sicuramente considerato il primo genocidio del XX secolo, commesso nell’indifferenza generale a danno di un popolo non ricco economicamente ma culturalmente e storicamente. Zata Haystan! Armenia Libera!