Il discorso di Giovanni Paolo II fu bellissimo, ci incoraggiò a proteggere questo luogo che Dio ci aveva donato nella sua generosità.

Ricordo di un giorno di tanti anni fa

Domenica prossima, a Roma, verranno canonizzati i due Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II; quest’ultimo da me, come da milioni di giovani, particolarmente amato. Voglio, quindi, qui ricordarlo quando venne tra noi, nella storica visita a Sorrento e Castellammare di Stabia nel Marzo 1992, ormai ventiquattro anni or sono.

Ricordo perfettamente quel giorno ed i giorni che lo precedettero.
Allora io avevo quattordici anni e a scuola i professori spiegavano a me ed ai miei compagni l’importanza della figura del Papa e della sua visita nella nostra città; in paese si avvertiva una sottile fibrillazione tra tutti gli abitanti; gli operai comunali montavano, a ritmo serrato, il grande palco in piazza Tasso per Giovanni Paolo II, ai lati della struttura gli addetti ai fiori costruirono splendide coreografie con colori e varietà floreali che richiamavano i colori del Vaticano, i nostri sacerdoti, supportati da volontari, rendevano le chiese ancora più belle, mentre in ogni famiglia si aspettava quel giorno come un dono, una festa inattesa ed improvvisa.

Mia nonna, che viveva con noi, si affrettò ad invitare tutti i nostri parenti a pranzo affinché potessimo scendere tutti insieme per il Papa; preparò le tovaglie più preziose per la tavola e quella più bella la espose fuori (come molti) in segno di gioia.

Quella mattina, mio zio, con la moglie e mia cugina, furono i primi ad arrivare, prestissimo, verso le sei e trenta e facemmo colazione tutti insieme nel grande salotto, con la televisione accesa sulla diretta, per vedere l’elicottero di Giovanni Paolo II atterrare al campo sportivo.

Fu un’attesa snervante, tutti incollati alle sedie, non si andava neanche in bagno per paura di perdere l’attimo storico; finalmente si vide il Papa scendere tra le nostre urla di gioia, accolto dal nostro amato Arcivescovo di allora (oggi emerito) Felice Cece che, insieme al successore di Pietro, salì sulla papa-mobile per arrivare in piazza Tasso.

Inutile dire che io e i miei cari eravamo già vestiti; di corsa arrivammo sulla piazza e fu per me emozionante vedere da vicino (farmi largo tra la folla non è mai stato un problema) il Papa e la papa-mobile che in TV attirava la mia attenzione e mi incuriosiva.

Sul palco c’erano le autorità comunali, il nostro Arcivescovo e l’allora cardinale di Napoli Giordano con i suoi grandi occhiali per proteggersi dal sole che baciava la nostra Sorrento.

Il discorso di Giovanni Paolo II fu bellissimo, ci incoraggiò ad andare avanti nella fede, a proteggere questo luogo che Dio ci ha donato nella sua generosità, ma, soprattutto, a difendere le nostre anime.

Subito dopo il discorso ed i saluti un fiume umano si riversò verso la Cattedrale per cercare di assistere da vicino all’incontro con i religiosi. Io, invece, più furbamente, mi posizionai dietro le transenne, lungo la strada che il corteo avrebbe compiuto per andare al porto e così ebbi la possibilità di rivederlo a pochi centimetri da me.

Quella giornata non la dimenticherò mai e spero di poterla rivivere prima di morire, anche se, non se ne abbia a male Papa Francesco, (che amo e ammiro con tutto me stesso) Giovanni Paolo II, rimarrà sempre il “mio” Papa. Colui con il quale sono cresciuto come uomo e come cristiano.

About Salvatore Foggiano

Classe '77 di Sorrento, professione insegnante di scuola dell’Infanzia e Primaria. Su Sorrento Post mi occupo di cultura, di ricerca di personaggi nati o vissuti a Sorrento ed in Penisola Sorrentina e di cronaca. I miei interessi sono la storia religiosa e della Chiesa, il volontariato con l’Azione Cattolica, la TV e poi c’è l’amore viscerale per il Napoli.

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