Arriva dalla provincia di Teramo, un esempio di buona amministrazione nella lotta al gioco d’azzardo: venti sindaci hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per limitare l’installazione e l’uso di slot machine sui rispettivi territori. I primi cittadini della provincia abruzzese si accingono a recepire, nei rispettivi consigli comunali, vincoli di orario, di collocazione e di superfici destinate alle attività connesse ai videopoker. E a Sorrento? Il regolamento attualmente vigente risale al 2009. Si tratta di un disciplinare restrittivo per l’insediamento di nuove sale giochi e l’installazione di videopoker negli esercizi commerciali. Regolamento che, ovviamente, trova una fisiologica difficoltà nella sua rigorosa applicazione, anche in considerazione dell’organico della polizia locale, che, in una città come Sorrento, è per lo più impegnato in attività di mobilità, al presidio generale delle aree cittadine e al servizio anti-abusivismo.
In ogni caso, il regolamento lascia poco spazio ai dubbi: gli esercizi commerciali possono installare due «macchinette» se l’area destinata alla vendita (nel computo, sono esclusi quindi retrobottega e magazzini, ancorché di pertinenza, nonché tutte le zone non fruibili direttamente dalla clientela) è superiore a 50 metri quadrati. Massimo quattro «macchinette» se la superficie complessiva destinata alla vendita è di 150 metri quadrati. Ma non solo: per il rilascio delle nuove autorizzazioni di sale giochi è fatto «obbligo il rispetto di una distanza di 200 metri lineari da ospedali e chiese. E’ fatto altresì obbligo il rispetto di una distanza di 500 metri lineari da scuole di ogni ordine e grado». Basterebbe misurare la distanza delle sale slot di recente «inaugurazione» per capire che la realtà è un tantinello diversa. Come anche la circostanza che le sale e le «macchinette» sono severamente vietate ai minori di anni 18: norma di facile raggiro, considerata la difficoltà al controllo.
E gli orari di attività? Anche in questa circostanza, regna un po’ di confusione. L’orario delle sale giochi dovrebbe essere regolato da un’ordinanza del sindaco. Mentre l’attività dei videopoker «ospitati» in bar, ristoranti, rosticcerie… segue l’orario di attività dell’esercizio. Che, in un’area turistica come Sorrento, è praticamente «libero», senza, o con pochissime, restrizioni. Eppure, sarebbe possibile intervenire a livello comunale per disciplinare quanto meno gli orari. Lo stabiliscono i giudici amministrativi del Consiglio di stato che riconoscono all’ente locale, in caso di «comprovate esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica», della quiete pubblica, della libertà, «dignità umana, utilità sociale e salute dei cittadini», la possibilità di limitare gli orari. Una recente sentenza del Consiglio di Stato, in sostanza, rafforza gli strumenti dei Comuni – finora con le mani praticamente legate – e spiana la strada alla battaglia che molti territori hanno avviato nei confronti delle società di gioco.
A dar man forte sulle riduzioni orarie anche la Corte Costituzionale che ha riconosciuto, con la sentenza 220 del 18 luglio, «ai sindaci il potere di disciplinare gli orari delle sale giochi, ed esercizi ove siano installate apparecchiature per il gioco, anche in funzione di contrasto dei fenomeni di cosiddetta ludopatia». Ma il vento è cambiato già da qualche mese. Da quando, ad esempio, ad aprile il Tar ha dato ragione al Comune di Lecco sulle limitazioni di orario per i locali con videopoker. Il sindaco lombardo, infatti, aveva stabilito l’apertura di queste attività dalle 10 alle 24, per tutelare la salute pubblica. Una visione che il tribunale amministrativo della Lombardia ha accolto in pieno. A Genova – come riporta il quotidiano Avvenire – il Tar ha dato il via libera al regolamento del Comune di Genova che contrasta la ludopatia, tuttavia non ha accettato l’obbligo di chiusura dei locali da gioco alle 19.30. Freni negli orari, comunque, stanno per essere messi anche dal Comune di Torino con le macchinette nei bar da spegnere alle 22 e le sale gioco a mezzanotte; mentre già da qualche mese sono entrati in vigore – con tanto di multe – a Ravenna e a Rovereto con obbligo, nella città trentina, di staccare le videolottery anche al mattino.