Centosettanta milioni delle vecchie lire per elaborare un Piano generale del traffico intercomunale. Un progetto obbligatorio per legge, redatto da esperti di settore, allo scopo di ottimizzare i flussi veicolari che si sviluppano, quotidianamente, lungo le strade che si snodano da Massa Lubrense a Vico Equense. Un Piano rimasto praticamente sulla carta. Eccetto per i soldi, rigorosamente dei contribuenti: 85mila euro (euro in più, euro in meno) puntualmente versati alla consegna del lavoro.
Le tematiche della mobilità interna si arricchiscono della denuncia di Alessandro Schisano, consigliere comunale del Pd, che, all’indomani dell’annuncio del Comune di Piano di Sorrento di voler istituire un Tavolo permanente inter-comunale sulle problematiche della circolazione, rispolvera un’analoga iniziativa partorita addirittura nel 1997 e poi “deliberata” nei primi anni Duemila.
Iniziativa rimasta evidentemente “lettera morta”, anche a causa di interessi di “campanile” che hanno, di fatto, ostacolato l’adempimento di tutti gli accorgimenti contenuti nel Piano generale del traffico urbano intercomunale. Costato, per l’appunto, 170milioni di lire, prelevati dalle casse dei Comuni. Ovvero: dalle tasche dei contribuenti.
“Nel 1997 – scrive Alessandro Schisano dalle pagine del suo blog -, i Comuni di Sorrento, S. Agnello, Piano di Sorrento e Meta sottoscrissero un accordo per redigere un Piano Generale del Traffico Urbano intercomunale. Successivamente si unirono anche i Comuni di Vico Equense e Massa Lubrense. Quello strumento, obbligatorio per legge, dovrebbe essere costato ai contribuenti circa 170.000.000 delle vecchie lire (dovrebbe essere stato ricevuto a tal proposito anche un finanziamento regionale). Con esso si voleva ottenere il risultato di migliorare sia le condizioni di circolazione che di sicurezza stradale, oltre che ridurre l’inquinamento atmosferico ed acustico. Che fine ha fatto quel Piano del Traffico intercomunale? E’ stato mai attuato? Le azioni che suggeriva sono state mai messe in campo insieme dai Comuni? Me lo chiedo anche perché oggi leggo che si vorrebbe istituire un tavolo tra alcuni Comuni peninsulari per affrontare il problema del traffico. Ma quali tavoli? I tavoli lasciamoli nelle canzoni dei bambini. Si mettano in campo invece azioni concrete, iniziando a tirare fuori dai cassetti i progetti già esistenti e pagati con i soldi dei cittadini”.