Una vecchia canzone di Toto Cutugno dice che c’è gente che soffre di esterofilia cronica ed è vero se pensiamo a quanti italiani si spostano per le loro vacanze al di là dei nostri confini; lo fanno per cercare il bello e la cultura che li sappia arricchire, ma, spesso, non si rendono conto che ciò che cercano è a casa loro, in Italia. A volte a pochi passi.
Voglio fare, qui, dei paralleli per cercare di far meglio capire la mia tesi. Le persone che vanno in Francia, in Inghilterra o Spagna cosa trovano? Notre Dame a Parigi, Cattedrale in stile gotico, i cui costruttori e architetti sono ignoti. Si dice che il popolo di Parigi sia stato costruttore, mettendo mattone su mattone, mentre all’interno troviamo solo una scultura di Napoleone e dipinti di vari artisti, tra cui una Madonna con Bambino.
Molto prima di Parigi c’è un luogo chiamato Firenze dove c’è la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, la cui costruzione fu affidata a maestri del Rinascimento quali Brunelleschi, Giotto, Arnolfo di Cambio, Francesco Talenti.
L’esterno è rivestito interamente di marmi bianchi di Carrara, Rossi di Siena e verdi di Prato, ma Brunelleschi, sfidando le leggi della fisica di quel tempo, vi concepì una cupola che era sostenuta da una cupola interna che serviva da sostegno a quella esterna e che scaricava il suo peso su elementi orizzontali a spina di pesce, mentre Giotto concepiva il campanile con 12 campane e ornato da un ciclo figurativo del basamento.
Ancora a Parigi troviamo gli Champs-Élysées, che altro non sono che dei viali enormi, mentre a Roma troviamo via dei Fori Imperiali che sono una strada ricca di resti dell’Impero Romano che mostra la millenaria storia di Roma e d’Italia.
Spostiamoci in Inghilterra perché ci dicono che lì c’è come maggiore attrazione il palazzo di Westminster, con oltre 100 stanze e la famosa torre del Big-B costruita da non si sa bene (conosciamo con certezza gli architetti che lo ricostruirono dopo l’incendio che lo distrusse nel 1834: Charles Barry-Augustus Welby), bello senz’altro, imponente certamente, ma niente a che vedere con la Reggia di Caserta costruita da Vanvitelli, formata da 1200 stanze su un’area di 47 000 metri quadri ed un vialone esterno lungo circa 20 Km adornato da prato inglese e da una bellissima cascata e 4 cortili interni di circa 3 800 metri quadri, senza contare le opere di Salvator Rosa e di Salvatore Fergola.
In Spagna ci sorridono dicendo che hanno la Sagrada Familia, certo esempio mirevole di Gotico e moderno fusi insieme, ma noi abbiamo il Colosseo che da 2000 anni ci ricorda come l’architettura romana era già avanzata rispetto al resto dei popoli. Poi ancora la Torre di Pisa che ci sfida a ragionare su come essa possa stare in piedi, il Maschio Angioino a Napoli e gli Uffizi.
Va bene, basta così, però tutto questo per dire che l’Italia è la casa di tutti noi e dobbiamo saperla valorizzare. Questo ci arricchirà spiritualmente, ma anche economicamente perché faremo pendere la bilancia commerciale del turismo a nostro vantaggio.