“Il Sud, dalla Borbonia Felix al Carcere di Fenestrelle” è il titolo del nuovo libro del Prof. Gennaro De Crescenzo, presentato anche a Sorrento lo scorso giugno presso la Libreria Tasso.
L’autore è un “napoletano verace”, laureato in Lettere, specializzato in Archivistica e Scienze della Comunicazione. Giornalista e saggista ha scritto numerose opere sul Sud e la sua storia “dimenticata” come: “Le industrie del Regno di Napoli”, “Malaunità”, “I peggiori 150 anni della nostra storia”. Nel 1993 è l’artefice del Movimento Neoborbonico, un’ associazione per la difesa e la valorizzazione della storia e della cultura del Mezzogiorno.
La sala era gremita e il pubblico attento e partecipante, numerosi gli interventi e le domande all’autore che non dispensò autografi e dediche. De Crescenzo, con semplicità e pacatezza, iniziò il suo intervento evocando gli inizi della sua attività associativa e le tante difficoltà incontrate nelle prime iniziative pubbliche, quando era considerato un tabù parlare del Sud e della sua “verità storica”. Poi le cose sono cambiate, grazie ad “internet” e “tanto lavoro” adesso gli iscritti all’associazione sono migliaia, ma tenne a precisare che lui non è monarchico e non fa politica. La sua “crociata” è quella di ridare al Sud la sua “memoria storica”, il suo orgoglio.
Un orgoglio “calpestato da 150 anni di bugie ed omissioni”. Affermò: << com’è possibile che i primati positivi del Regno delle Due Sicilie diventano negativi solo dal 1860?>>. Eppure quelle verità sono sotto gli occhi dei tanti storici accademici. I “patentati”. Lui non è uno di loro ma ha speso anni negli Archivi dello stato per ricostruire, come un mosaico, la storia del meridione.
Lorenzo Del Boca, storico meridionalista originario del Piemonte, nella prefazione al libro, afferma che Gennaro De Crescenzo li ha fatti “neri” questi “professoroni”. Aggiungendo: << nell’alto della loro cattedra universitaria, i professori non possono scampare alle contraddizioni che le pagine di questi capitoli mettono a nudo.>>
Fu una serata vivace, tanti i temi toccati, dalle scelte politiche che negli ultimi 150 anni hanno penalizzato il Sud ai libri scolastici ormai anacronistici e sorpassati. Poi l’autore entrò nel vivo dei temi trattati nel suo libro: toccanti ed appassionanti furono sicuramente i racconti sul Carcere di Fenestrelle, un “lager savoiardo” dove furono “deportati” oltre 60.000 militari borbonici che al grido di “un Dio, un Re”, rifiutarono di prestare giuramento al “re piemontese” e pagarono con anni di stenti, privazioni e spessissimo con la vita, la loro fedeltà alla corona napoletana.