E’ da diversi anni che assistiamo, compiaciuti, al ritorno in auge di un genere molto amato da grandi e piccini: il fumetto.
Da poco si è conclusa a Napoli una manifestazione interamente dedicata ad esso e non sono poche le città d’Italia che stanno organizzando o hanno già organizzato manifestazioni simili.
Alcune di esse hanno persino fatto dei corsi per diventare fumettisti offrendo così a tante persone la possibilità di fare della propria passione un mestiere. Il mese scorso, inoltre, ho appreso con un po’ di stupore, lo ammetto, ma anche con piacere, che quest’anno tra i candidati al premio strega figura probabilmente per la prima volta una graphic novel e credo che per una storia di fumetti essere candidati ad uno dei più prestigiosi premi letterari sia già di per se una soddisfazione indipendentemente dal risultato finale che otterrà al concorso.
Il fumetto ha alle spalle una lunghissima storia costellata anche da tanti dibattiti e discussioni accese. Probabilmente queste ultime sono nate perché non si è ancora giunti ad un accordo su cosa dobbiamo intendere per fumetto e, quindi, che cosa è un fumetto.
Alcuni intendono il fumetto come una narrazione fatta per immagini ed in questo caso dobbiamo considerare come tali anche i graffiti dell’antichità e dire quindi che il fumetto è sempre esistito.
Nel Medioevo, invece, vi era una consuetudine, a mio avviso molto più vicina a quella dell’odierno fumetto, cioè narrare delle storie attraverso disegni sequenziali scrivendo le parole uscenti dalla bocca dei personaggi.
L’etimologia della parola certo è chiara a tutti. Fumetto, infatti, sta ad indicare la nuvoletta di fumo all’interno della quale si scrive ciò che dicono i vari personaggi.
In fondo il fumetto fa parte della storia di tutti noi e probabilmente proprio perché fa parte dei nostri ricordi riesce ancora ad ottenere successo. Anche io, pur non essendo mai stato un grandissimo appassionato, ne conservo ancora qualcuno per ricordo.
Devo dire che quando ero piccolo andava per la maggiore “Topolino”, ma io ho sempre preferito di gran lunga “diabolik” e “geppo” ma questo, si sa, è questione di gusti.