SORRENTO. Come molti altri sorrentini, ho l’abbonamento annuale al parcheggio Lauro; bella comodità, prezzo ragionevole, ma, siccome i posti sono pochi, ogni anno il comune concede quindici giorni di tempo per presentare domanda di abbonamento e farlo presso l’ufficio protocollo.
Il problema è che si va in ordine di arrivo delle domande e quindi tutti fanno la fila dall’alba del primo giorno.
Ecco, anche quest’anno il comune ha emanato il regolamento per le richieste di abbonamento auto al parcheggio lauro ed io sono qui nel mio letto caldo ad imprecare contro la sveglia che suona alle 6.00. Che orario assurdo per me, ma mi tocca, devo essere tra i primi alla fila per il protocollo parcheggio; mi alzo, non faccio colazione (gravissimo ed inaudito) e mi vesto velocemente, scendo di casa.
Il paesaggio è deserto,niente rumori,niente persone,solo la luce del Bar Vittoria mi conforta un po’, mi avvio verso il comune e vedo che ci sono già 10 persone, lo sapevo, ogni anno ci sono quelli che arrivano alle sei del mattino, forse insonni o forse più ansiosi di me.
Tutti incappucciati come profughi saliamo su e iniziamo a parlottare tra noi aspettando come si aspetta un re, l’impiegato del protocollo, c’è chi legge, chi si isola, chi sorseggia un caffè e chi cerca di animare tutti con polemiche e racconti. Io mi siedo con il mio libro di Bruno vespa sotto il braccio che mi servirà per ingannare il tempo (capirò poco di quello che leggerò, perchè in realtà sono sveglio ma non ancora cosciente) però, leggo poco, perché iniziano a venire gente e conoscenti con i quali inizio piacevolmente a chiacchierare, il tempo passa, poi improvvisa la svolta.
Qualcuno decide (ottima idea) di mettere una lista con il turno; ci guardiamo, chi perplesso, chi cerca una penna disperatamente, chi non capisce e si attarda, pochi minuti e l’ordine è completo, da adesso in poi chi arriverà, sarà invitato a mettere il suo nome sul foglio, mentre si inizia una polemica giusta, anzi giustissima, contro chi porta anche domande di altri, non è giusto, pensiamo al linciaggio, ma poi rinunciamo alla violenza.
Ore 8.15, l’impiegato arriva e tutti in fila a spingere davanti alla porta (perché facciamo ciò se c’è un foglio con l’ordine di arrivo, ci fa notare qualcuno, non si sa mai, meglio vigilare), arriva il mio turno, presento la domanda e ripongo il foglietto con il numero di protocollo conservandolo come una reliquia e mi avvio ad iniziare la mia giornata,come tutti gli altri del resto.
Di chi la colpa? Non certo del dirigente comunale (persona degna e stimabilissima) ma della burocrazia, questo mostro che fa sì che se per fare una qualsiasi cosa ci sono una strada semplice ed una difficile,costringerà noi cittadini a prendere quella difficile.
Chissà se vivrò a lungo da vedere sconfitta la burocrazia,credo di no,ma intanto sono euforico,anche quest’anno sono stato tra i primi a presentare domanda per il parcheggio e mi avvio al primo bar per festeggiare con unna ricca colazione (lo so, sono a dieta, ma l’occasione è importante e si può fare uno sgarro) e poi così sono cosciente al massimo per andare a scuola.