SORRENTO: PROTESTE CONTRO IL VESCOVO A MARINA GRANDE, IO LA PENSO COSI’

SORRENTO. La vicenda dei fedeli di Marina Grande che stanno protestando e raccogliendo firme affinché il Vescovo gli lasci come parroco Don Angelo Castellano, mi ha colpito.

Colpito, innanzitutto per l’affetto che dimostrano verso Don Angelo e colpito anche per la determinazione a proseguire la protesta fino a conseguenze estreme come il “murare” la chiesa di Sant’Anna. Ma sono anche ammirato dal fatto che riconoscono così tante doti al loro parroco che sarebbero disposti a vederlo partire per sedi prestigiose.

Detto questo, dico ai fedeli di Marina Grande che non sono d’accordo con il loro comportamento e gli suggerisco alcune riflessioni: non è giusto criticare e mettersi contro una decisione del Vescovo quando decide di spostare un prete, in quanto, ci è stato insegnato che la volontà di Dio si manifesta anche attraverso le decisioni di un Vescovo.

Noi fedeli possiamo e dobbiamo giustamente rimanerci addolorati, ma non sappiamo, né il nostro pastore è tenuto a dircele, le motivazioni che stanno alla base della sua decisione, ma certamente è ispirata da Dio e perciò destinata ad avere effetti nella vita di Don Angelo, così come nella vita di ciascun fedele. Non sappiamo cosa porterà tale spostamento, ma sicuramente porterà frutto.

Certo, diciotto anni sono tanti, e la separazione non è facile, capisco il turbamento ed il dolore personale e comunitario, ma – attenzione – che una raccolta di firme (ancora legittima) è sfociata in minacce di barricate, le quali offendono la memoria di Sant’Anna che in quella chiesa si onora e si mettono a rischio i rapporti con il proprio Arcivescovo. Siamo sicuri che Don Angelo, uomo umile e dedito a Dio ne sia contento?

Voglio qui ricordare che un episodio simile è già accaduto nel 1967 a Montaner, piccola frazione di Sarmende, vicino Vittorio Veneto, dove i fedeli della parrocchia si ribellarono, murando la chiesa, per impedire che il nuovo parroco nominato dall’allora vescovo Giovanni Paolo I (Albino Luciani) prendesse possesso della chiesetta.

Luciani, inorridito da tale atteggiamento si presentò lì e porto via il Santissimo lanciando “l’interdetto” (è una punizione canonica la quale prevede che non ci saranno più funzioni in quella chiesa o luogo che sia).

Ora, io non mi ritengo superiore all’intelligenza dei fedeli di Marina Grande e lascio a loro la loro decisione se considerare o meno queste mie poche righe.

About Salvatore Foggiano

Classe '77 di Sorrento, professione insegnante di scuola dell’Infanzia e Primaria. Su Sorrento Post mi occupo di cultura, di ricerca di personaggi nati o vissuti a Sorrento ed in Penisola Sorrentina e di cronaca. I miei interessi sono la storia religiosa e della Chiesa, il volontariato con l’Azione Cattolica, la TV e poi c’è l’amore viscerale per il Napoli.

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