L’ altro giorno mi sono recata alla stazione di Sorrento per prendere il treno che, speravo, mi avrebbe portato a Napoli in tempi relativamente brevi e senza troppi intoppi, ma, evidentemente, mi sbagliavo.
Appena fatto il biglietto giunge l’avviso dall’altoparlante che comunica la partenza con mezz’ora di ritardo circa. La protesta che ne è scaturita era, giustamente, prevedibile. La maggior parte di noi temeva che, in quel modo, si sarebbero accumulate le persone che normalmente si distribuiscono in due treni.
La previsione, purtroppo, si è presto concretizzata ed il treno, già a Sorrento, era affollatissimo. La cosa sconvolgente però, era che ad ogni stazione saliva sempre più gente che a malapena riusciva a mettere piede nel vagone e ad incastrarsi alla bell’e meglio tra la folla.
Presto mi sono resa conto che tutte le norme di sicurezza quella mattina erano andate a farsi benedire perché eravamo stipati come delle sardine in scatola, la maggior parte era in piedi, ma anche quelli seduti come me non si potevano considerare più fortunati. La mia guancia, ad esempio, era schiacciata dal peso della borsa di una signora accanto a me, in piedi, immobilizzata tra la folla.
La ragazza di fronte a me, a causa di un’ingombrante valigia posta ai suoi piedi, più che seduta era appollaiata sul sedile. Del resto trasportare la valigia nell’apposito bagagliaio significava andare contro ogni legge fisica!
Anche le norme igieniche, quella mattina, erano altrove perché faceva caldo, l’aria era irrespirabile e, probabilmente, la tacita paura di tutti era che a qualcuno venisse in mente di fare uno sternuto!
All’improvviso ci giunge la voce che nell’altro vagone una signora si sentiva male e chiedeva di scendere. Le mie disavventure, quella mattina, non erano finite perché nonostante il treno procedesse con una lentezza esasperante, non so come, siamo arrivati a Napoli. Qui, per scendere, ho dovuto praticamente attraversare un muro umano e, una volta fuori dalla stazione e recuperata la capacità di respirare, mi sono accorta che qualcuno, approfittando della folla, mi ha rubato il portafogli!
Ora, dal momento che il mio mal di mare non mi permette di prendere l’aliscafo e considerata la mia incapacità di guidare in autostrada, la prossima volta che devo andare a Napoli me la faccio a nuoto!!