Ogni paese, città, borgo, contrada ha una sua identità e delle caratteristiche. Per cui, dire, ad esempio, Napoli, fa correre il pensiero al castello Angioino, a Piazza del Plebiscito, ai Decumani.
Bisogna anche dire che ogni cosa subisce delle trasformazioni naturali o ad opera dell’uomo. Tuttavia, per certi luoghi, le trasformazioni dovrebbero essere molto oculate e controllate.
Sorrento, con la sua storia, le sue caratteristiche urbane e paesaggistiche è sicuramente un luogo da tutelare. Solo se si pensa al suo piano urbanistico che ricorda i centri storici partenopei influenzati dalle dominazioni arabe e spagnole con i suoi stupendi portoni con le sue affacciate, uniche al mondo, si capirà perché una città come la nostra con le sue bellezze va salvaguardata.
L’idea di quest’articolo è nata nel momento in cui sono stato fermato in Piazza Tasso da una anziana coppia di turisti che mi hanno chiesto informazioni su dove si trovasse il centro storico con il suo mercato.
Come dare torto a questa coppia di anziani vacanzieri? Da qualche anno a questa parte si sta assistendo nell’acquiescenza delle amministrazioni locali, forti del silenzio di molti cittadini, a una modificazione di strutture e negozi, oltre che a un cambiamento delle loro destinazioni originarie, che potrebbero snaturare quelle che un tempo erano le passeggiate di illustri poeti e personaggi famosi.
Basta addentrarsi nei cosiddetti vicoli, a partire da Via S.Cesareo, per rendersi conto di come bar, negozi di abbigliamento, botteghe di souvenirs stanno gradualmente cambiando volto e identità a Sorrento, con conseguenze imprevedibili per il suo presente, in quanto tra le dieci città più visitate d’Italia, ma soprattutto per il suo futuro.