Questa mattina a Sorrento, come in gran parte delle città italiane, si è svolta una manifestazione di protesta di studenti degli istituti superiori della penisola.
I ragazzi hanno sfilato lungo il Corso Italia, esponendo striscioni con i nomi delle scuole di provenienza e con scritte di protesta. Dal comunicato stampa emesso dal loro coordinamento e dalle voci raccolte in piazza, apprendiamo che i motivi della loro discesa in strada sono diversi: dai tagli ai finanziamenti della scuola pubblica, che impoverisce l’offerta didattica, alla situazione negativa dei trasporti locali che costringe molti di loro a fare salti mortali per essere presenti ogni giorno al loro banco, fino alla questione dell’occupazione giovanile che vedono senza prospettive immediate e future.
Devo dire che è stato bello vedere, dopo tanto tempo i ragazzi nuovamente protestare (in modo civile), dopo tanta apatia finalmente i giovani si cominciano ad occupare nuovamente del loro futuro, portano all’attenzione di tutti le angosce di più generazioni e questo è importante perché segna il ritorno di interesse per la politica tra i ragazzi e le ragazze. I giovani vogliono affermare che ci sono e che vogliono far parte delle decisioni riguardanti il loro futuro.
Ieri leggevo un’intervista a Mario Capanna (leader sessantottino), il quale affermava che i giovani si sono svegliati e che ci sarà presto un nuovo ’68; io non credo che si arrivi a tanto e personalmente non lo auspico neanche. Non lo credo perché chi oggi è sceso in piazza, non è ancora troppo convinto di avere diritti e il nichilismo che vive è ancora forte.