Apriamo lo spazio dedicato alla scuola con un’intervista a Luis De Cecco, eletto per il secondo anno consecutivo alla rappresentanza degli studenti del liceo scientifico “Salvemini” di Sorrento, con 507 voti (capolista di Time 2 Change #èoradicambiare). Nato a Vico Equense, è alla sua seconda esperienza alla guida degli studenti: fu già eletto lo scorso anno scolastico con 327.
Luis, riuscirai a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale?
“Metterò tutto il mio impegno per realizzare i dieci punti proposti dalla mia lista, sarebbe precoce fare promesse a inizio mandato, in quanto la realizzazione del programma, nonostante la mia massima dedizione, dipende anche da fattori esterni”.
Come saranno i tuoi rapporti con Vincenzo Cinque?
“In periodo di campagna elettorale è normale che si accentuino le rivalità tra membri di fazioni opposte, questo è legato anche al fatto che l’ambiente in cui viviamo è predisposto a credere a false voci o a crearne altre. I miei rapporti con Vincenzo sono ottimi e la rivalità che c’è stata durante il periodo elettorale (idee e proposte) porterà sicuramente a migliorare la scuola, dato che per il bene di quest’ultima lavoreremo unendo le nostre proposte e non scontrandoci”.
507 voti presi, un gran risultato come secondo anno, chi ringrazi in particolare?
“Ovviamente sono contentissimo del risultato ottenuto, questo però porta anche ad una grossa responsabilità, ovvero non deludere 507 alunni che hanno creduto in me (anche chi l’ha fatto per la seconda volta) e allo stesso modo far ricredere coloro che non sono riuscito a convincere durante la campagna elettorale. Come ho sottolineato durante il mio discorso in assemblea, un vero rappresentante lavora per il bene dell’intera scuola e non solamente per la propria “fazione”. Per quanto riguarda i ringraziamenti voglio ringraziare (non in ordine d’importanza): la mia classe, i compagni di lista che mi hanno accompagnato durante questo percorso e si sono rivelate persone validissime e tutti i 507 ragazzi che hanno creduto nelle mie idee e sostenuto la mia candidatura”.
Se fossi un politico chi vorresti essere?
“Purtroppo non riesco a trovare il mio “politico ideale” nella politica attuale, che non è degna di essere definita l’arte nobile come presso i greci. Per questo motivo mi ispiro ad un’idea di politica un po’ “vintage”, come quella degli anni 70′-80′, in particolare al grande Sandro Pertini….persone come lui non ce ne sono più!”
Molti ti considerano l’erede di Tommaso Vitiello, sia dai risultati ottenuti, sia dalle tue competenze…tu cosa ne pensi?
“Tommaso per me è stato una sorta di modello da seguire ed è grazie a lui che mi sono avvicinato alla politica studentesca, sono felice ovviamente che i risultati ci accomunino, ma siamo due persone ben diverse, come giusto che sia. Per questo motivo il mio obbiettivo è quello di innovare il lavoro fatto degli scorsi anni e non imitare cose già fatte”.
Attualmente appoggi qualche partito politico?
“Come detto in precedenza, al momento non mi riconosco in nessun partito Italiano. Le mie ideologie, infatti, si accomunano a più schieramenti politici storici come il Partito Comunista di Berlinguer, Il Partito Socialista di Pertini e La Democrazia Cristiana di De Gasperi”.
Cosa ti ha spinto l’anno scorso a candidarti?
“La voglia di poter contribuire al miglioramento della mia scuola e il voler creare una nuova immagine di rappresentante d’istituto che sia null’altro che uno studente tra gli studenti, e un punto di riferimento per tutti. Ovviamente il fascino di ricoprire una carica istituzionale per far valere le cause degli studenti mi ha spinto a mettermi in gioco in seconda per la consulta provinciale,che mi servì come insegnamento perchè si impara più dai fallimenti che dalle vittorie. Durante il terzo anno riprovai a mettermi in gioco e il risultato ne fu un’inaspettata vittoria. Con questo vglio appellarmi a tutti gli studenti e motivarvi a mettervi in gioco se avete degli ideali e se volete dare il vostro contributo al miglioramento. Non abbiate paura di fallire perchè solamente con le sconfitte riusciamo a migliorarci e a rialzarci più forti di prima”.
di Raffaele Esposito