Nel 1934, 80 anni fa, moriva Napoli Salvatore Di Giacomo, famoso poeta e drammaturgo italiano nato e cresciuto nel nostro bellissimo capoluogo partenopeo .
Dopo il liceo frequentò per un poco la facoltà di medicina ma ben presto capì che le sue passioni e le sue attitudini erano rivolte verso il mondo della letteratura, così cominciò la collaborazione con diversi giornali dove lui pubblicava i suoi scritti.
Di Giacomo, infatti, è stato autore di numerose novelle e anche numerose poesie, molte delle quali diventate canzoni. Un uomo semplice dalla grande cultura e che a quanto pare, non amava neppure molto la mondanità; amava la letteratura e il suo lavoro sopra ogni cosa, e amava anche molto frequentare i salotti letterari dell’epoca.
La maggior parte delle sue opere è stata scritta in dialetto e devo dire che questo è un aspetto che voglio ricordare con piacere e anche con onore essendo una sostenitrice non solo della cultura napoletana e della nostra splendida lingua dialettale.
Credo che come è avvenuto già con altri grandi poeti e drammaturghi napoletani, anche per Di Giacomo possiamo dire che se avesse scritto in italiano corrente le su opere probabilmente, non avrebbero avuto lo stesso potere emozionale che hanno ancora adesso a distanza di tanti anni.
Tra le sue opere più famose ricordiamo “marechiaro” e “spingule francese” , “Era de maggio” in collaborazione con Mario Pasquale Costa. Va ricordato inoltre che ha scritto anche numerose opere teatrali, la più famosa è probabilmente “Assunta spina” ripresa anche da altri artisti.