Salute e Benessere: il Caffé

Una delle domande che si sente più spesso dalle nostre parti è: “Ti posso offrire un caffé?”.

Il caffé è una delle bevande più popolari e berlo diventa un momento di socializzazione e incontro.

Fortunatamente la letteratura scientifica ha messo spesso in luce effetti benefici dell’assunzione limitata di questo patrimonio mondiale per il mantenimento della salute e la prevenzione di numerose patologie umane.

Il caffé è costituito da una buona quantità di antiossidanti, come l’acido caffeico, il cafestolo e il kahweolo, che hanno già dimostrato proprietà protettive sul DNA. I dati di uno studio statunitense hanno messo in luce che, già con un consumo medio di 3 tazze al giorno di caffé con caffeina, il rischio relativo di mortalità per tumori si riduce notevolmente.

Inoltre, un consumo equilibrato e regolare del caffé può avere relazione anche con la prevenzione di un tumore molto diffuso nell’uomo: il cancro alla prostata.

Il caffé è in grado d’innalzare i livelli di ormoni sessuali circolanti diminuendo il rischio di sviluppo di cancro all’apparato genitale maschile.

Il semplice profumo del caffé ha la capacità di farci sentire meno stressati.

Una ricerca della Seul National University ha esaminato il cervello di topi sotto stress per carenza di sonno e ha dimostrato come il solo profumo del caffè riusciva a provocare cambiamenti nelle proteine che causavano questo stress. In seguito alla diminuzione delle ore di sonno, infatti, i livelli di mRNA (RNA Messaggero) erano notevolmente diminuiti, mentre dopo l’inalazione dell’aroma sono tornati a livelli normali, riattivando l’attività di ben 11 geni. Dagli studi emerge quindi che se a lungo andare la caffeina può provocare una sorta di stress indotto dall’eccessivo stato di veglia il suo aroma, al contrario, protegge contro i danni causati da questo.

Dimezza il rischio di diabete di tipo 2: secondo uno studio della Chemycal American Society, il consumo di 3 tazze di caffé al giorno può ridurre le probabilità di ammalarsi di questa forma di diabete del 50%. Per ogni tazza di caffé in più il rischio si abbasserebbe del 7%, influenzando la secrezione d’insulina e lo stato d’insulino resistenza.

Il caffé ha effetti benefici anche sulla prevenzione di patologie che possono colpire il cervello, come ad esempio per la forma più comune di demenza: il morbo di Alzheimer e per il morbo di Parkinson. Alcuni ricercatori dell’ Università del Sud Florida e Miami hanno scoperto che le persone con più di 65 anni con livelli maggiori di caffeina nel sangue sviluppavano il morbo di Alzheimer da 2 a 4 anni dopo rispetto a coloro che invece avevano poca caffeina nel sangue. Come se non bastasse, già da alcuni anni  è  dimostrato come il caffé renda “più intelligenti”, nel senso che permette al cervello di lavorare in modo più efficiente e brillante, nonostante una condizione di carenza di sonno. Questo grazie alla caffeina che migliora la concentrazione e l’attenzione, nonostante si sia dormito poco.

Il caffè può ridurre i sintomi del morbo di Parkinson: a sostenerlo è stato uno studio del Dr. Postuma pubblicato su Neurology, che nel 2012 ha dimostrato come la bevanda aiuti a controllare i movimenti in chi soffre di questa malattia, riducendo i tremori.

I problemi motori caratteristici del morbo di Parkinson sono determinati dalla mancanza di dopamina, uno dei neurotrasmettitori che consente la modulazione della trasmissione degli impulsi nervosi dai nervi ai muscoli. Nei pazienti affetti da questa invalidante patologia spesso le cellule nervose specializzate nella produzione di dopamina vanno incontro a morte o sono degradate. Una delle possibili strategie terapeutiche è agire sui recettori cellulari che inibiscono la sintesi di dopamina. La caffeina interviene proprio su questi ultimi, bloccandoli e incrementando così la sintesi del mediatore chimico. Secondo gli autori della ricerca, potrebbe in futuro rappresentare un’alternativa efficace ed economica. Tuttavia, trattandosi di una sperimentazione durata per un tempo limitato, i neurologi canadesi non sono in grado di escludere una diminuzione degli effetti benefici della caffeina in tempi lunghi e suggeriscono, pertanto, studi più approfonditi su suoi potenziali impieghi clinici.

Il caffe’ può considerarsi un alimento “amico” anche per chi è a dieta. E’ ampiamente riconosciuto il suo effetto sulla stimolazione della degradazione dei grasso (Lipolisi). Dal punto di vista biochimico, l’effetto lipolitico si manifesta per inibizione delle fosfodiesterasi con aumento di AMP ciclico. La caffeina stimola il tessuto adiposo con aumento della termogenesi. Si osserva quindi un aumento del consumo energetico sotto forma di calore dovuto ad una maggiore ossidazione di nutrienti quali gli acidi grassi.

Tale effetto è molto importante anche per il metabolismo degli atleti e per chi pratica sport.

Comunque l’assunzione del caffe’ va limitata con un massimo di 2-3 tazzine al giorno e sempre a stomaco pieno.

In gravidanza è buona regola limitare al massimo il consumo di caffè, in quanto alte dosi di caffeina risultano pericolose per la salute del feto.

In conclusione, il consumo regolare di caffé allunga la vita ma sempre con equilibrio e moderazione.

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Dr. Salvatore Ercolano – Biologo Nutrizionista

iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi sez. A n. 67933

Tesoriere SiBioN – Sindacato Biologi Nutrizionisti

Tel. 3284145457

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