Ieri mattina, un amico (che per comodità chiamo Pino) mi ha raccontato quanto segue: era al bar a prendere un caffè al bancone appena uscito dalla Santa Messa domenicale e mi dice che accanto a lui c’era un signore anziano (che non aveva mai visto prima) ben vestito e dall’aspetto curato, che sorseggiava il suo cappuccino.
Tutto normale, fin quando Pino, finito di consumare, si avvia alla cassa per pagare e proprio allora l’anziano gli rivolge la parola dicendogli : “mi pagate pure il mio?”; Pino voltandosi, gli risponde: “ci conosciamo?” e l’anziano: “no, ma mi pagate pure il mio cappuccino? ”.
Ma comm’è?
Pino non solo esce di casa e cerca sempre di non dare fastidio a nessuno, sta , poi, per fatti suoi alla caffetteria ed essendo giovane di età, rispetto all’altro uomo deve pure mostrarsi rispettoso quando quest’ultimo gli si rivolge e tu, canuto signore, ti puoi permettere di importunare la gente che non conosci, per che cosa? Per scroccare un caffè? No io credo, molto più semplicemente, che al mondo c’è gente veramente strana e a volte anche un po’ matta
La morale di questo racconto è che la mattina quando usciamo di casa, prepariamoci alla possibilità di incontri strani e surreali e invece di innervosirci e dare a queste persone il potere di rovinarci la giornata, facciamoci una bella risata,come ha fatto il mio amico, che dopo avergli pagato il cappuccino si è anche ritrovato sorridente e di buon umore.