Cari amici, questa volta l’argomento da trattare è più generale, ma non per questo meno fastidioso e riguarda la bruttissima abitudine di alcuni lavoratori autonomi o artigiani o professionisti di fare un doppio prezzo con I.V.A e senza I.V.A. dopo aver effettuato una prestazione ad una persona.
Se si ha una finestra rotta, certo si chiama il falegname, il quale viene al tuo domicilio ripara il danno e successivamente quando tu chiedi: “ quanto le devo?” la risposta è (esempio) “100,00 € senza I.V.A. oppure se volete la fattura è 122,00 € comprensivo di I.V.A.
Ma comm’è?
Perché io consumatore devo pagare di più se chiedo la ricevuta, che mi spetta ed è per chi vende o effettua prestazioni obbligatoria?
L’aspetto più grave, però, di tutta la questione è che il professionista o l’imprenditore in generale, attraverso passaggi fiscali che non so ben spiegarvi (se qualche lettore me li illustra gliene sarei grato) possono detrarla, mentre noi consumatori finali no.
Il tutto, senza contare una questione di trasparenza dei prezzi e dei costi che viene a mancare, perché il consumatore si troverà sempre ad avere a che fare con due prezzi diversi, il che non consente di sapere fino in fondo il reale costo delle singole voci del servizio richiesto o delle merci acquistate.
L’aspetto positivo di questo discorso è che le persone che agiscono in questo modo sono poche, mentre la stragrande maggioranza di professionisti o artigiani o autonomi sono osservanti del sistema fiscale, delle leggi e delle regole.
La morale è che quando dobbiamo acquistare o richiedere un servizio è meglio sempre chiedere diversi preventivi, se non conosciamo persone di fiducia a cui rivolgerci con serenità.