Cari amici, oggi vi racconto questo piccolo “fatterello” accaduto ad una mia amica: era a fare la spesa in un supermercato e si trovava in fila al bancone della macelleria, dietro ad una signora.
Quest’ultima,osservando le varie pezzature di carne esposte, non avendo ancora le idee chiare su cosa scegliere, sofferma la sua attenzione su una pezzatura di vitello con il cartellino con un prezzo adatto a quella pezzatura e chiede al commesso se era maiale; allorché quest’impiegato al bancone, le si rivolge con tono stizzito e le dice: “eehhhhhhhhhh maiale, avete visto il prezzo?” Guardandola come una miserabile dei romanzi di Zola o di Victor Hugo ed automaticamente passa a tagliare un pezzo di carne che credeva più accessibile alle tasche di quella signora, dal prezzo molto più accessibile.
Ma comm’ è?
Io ti chiedo una piccola informazione e tu stai lì, pagato per questo e hai questa reazione, per quale motivo? Ma chi ti dice che la cliente non voleva proprio il vitello? Che ne sai di quanto voleva spendere?E poi così si tratta una cliente?
La mia amica, sconcertata, rimane senza parole e chiede alla signora, perché non abbia reagito dinanzi a quella cattiva educazione, ed ella le dice che era troppo sorpresa da quella reazione,essendo anche una cliente di tutti giorni,non sia spettava proprio di essere tratta così e poi per quale motivo?
La morale di questo accadimento è che in un mondo nel quale c’è bisogno di gentilezza e cortesia (forse anche di incoraggiamento a spendere), anche nella vita quotidiana, ci sono troppe persone che creano occasioni per litigare, anche nelle cose più stupide.