I Ritmi Circadiani si compiono all’incirca ogni 24 ore e in base ad essi si ripetono regolarmente i nostri processi fisiologici.
Praticamente tutti gli esseri viventi, dalle alghe unicellulari alle piante e all’Homo Sapiens, mostrano questi cicli, anche se con piccole differenze tra specie differenti e individui differenti della stessa specie. Si tratta di sistemi comparsi nel corso dell’evoluzione, in risposta alle variazioni ambientali cicliche prodotte dalla rotazione della Terra attorno al proprio asse.
I R.C. sono regolati da fattori interni presenti nell’organismo stesso (il cosiddetto orologio biologico) ed esterni (ad esempio la luce e la temperatura). Nelle piante sono esempi di ritmi circadiani i movimenti di apertura e chiusura degli stomi nel corso della giornata, così come l’ìapertura e la chiusura di certi fiori e l’emissione di aromi volatili. Negli animali seguono un r.c. il ciclo sonno-veglia, la produzione di alcuni ormoni come la melatonina secreta dall’ipofisi, le variazioni cicliche della pressione sanguigna e della temperatura corporea. La respirazione e l’escrezione urinaria di potassio, calcio e sodio sono tutti processi che variano a seconda del momento della giornata.
Sebbene il meccanismo di controllo dei ritmi circadiani sia ancora sconosciuto, è indubbio che tali ritmi abbiano effetto sulla fisiologia e sul comportamento umano. Nei diversi organismi esiste un meccanismo centrale definito core e questo core è permeabile a informazioni che provengono dall’ambiente, i cosiddetti segnali ambientali Zeitgeber, che impediscono che l’orologio, e i ritmi biologici da esso controllati, si sfasino determinando conseguenze negative per l’organismo.
Attualmente, secondo alcuni ricercatori che lavorano in campo medico, non prendere in considerazione le fluttuazioni circadiane può portare a errori nella diagnosi e nella terapia. Per esempio, la pressione sanguigna può variare nel corso di un giorno, per cui un soggetto potrebbe risultare iperteso solo in alcuni momenti della giornata. Il numero di globuli bianchi varia, rendendo le terapie immunodepressive inefficaci in alcuni momenti della giornata. Studi chemioterapici indicano che stabilire un’appropriata cadenza temporale nella somministrazione dei farmaci può significare un raddoppio del tasso di sopravvivenza, così come un’alimentazione che miri a far lavorare un organo.
Determinare la cronobiologia di un paziente potrà un giorno diventare una pratica di routine nelle terapie. Essa non deve essere intesa come un settore ultraspecialistico della medicina, dove elaborati calcoli matematici permettono di misurare le variazioni temporali di alcuni parametri biologici. E’ invece un metodo di analisi della biologia e del comportamento che si fonda sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente, fra ecosistema interno ed ecosistema esterno.