Valutare la possibilità di investire il ricavato dalla tassa di soggiorno per dare un’accelerata al progetto di restyling e valorizzazione della «Sorrento antica», con particolare riferimento al ripristino dei «Cisternoni romani», l’area interrata che si sviluppa per cinquemila metri quadrati in pieno centro cittadino, dove sono ancora presenti antichissime cisterne destinate a riserva idrica. Opere risalenti al primo secolo dopo Cristo e sovrastate, nel corso degli anni, da manufatti, stabili residenziali e attività commerciali tra corso Italia, piazza Torquato Tasso e viale Caruso, la cui «titolarità dei diritti» è tutt’oggi, in parte, oggetto di un contenzioso. La tematica sarà affrontata in una prossima seduta di Consiglio comunale, dove dai banchi dell’opposizione proviene, oggi, l’invito a dare una sterzata ad un progetto la cui realizzazione è anche presente nel programma elettorale dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Cuomo. «In effetti – spiega Alessandro Schisano, consigliere comunale del Partito democratico e autore di un’interrogazione sull’argomento -, il completamento del restauro dell’area dei Cisternoni è uno degli obiettivi del programma elettorale dell’amministrazione comunale. Proprio per questo, ho inteso interrogare il primo cittadino per capire quali sono le azioni intraprese, le modalità, le risorse e la tempistica per completare il progetto. Si tratta di un progetto decisamente suggestivo, la cui realizzazione costituirebbe non solo un adeguato riconoscimento alla memoria e all’identità storiche di una comunità cittadina, ma soprattutto un’opportunità per ampliare l’offerta turistica nel segmento culturale di uno dei più importanti distretti turistici italiani. Non parlo di aria fritta: basti pensare a ciò che hanno realizzato a pochi chilometri da noi, a Formia». A Sorrento, in effetti, la questione è decisamente più complicata. Nel 2008, l’amministrazione comunale incarica un avvocato di operare nell’interesse dell’ente municipale. La prima iniziativa è di instaurare un accertamento tecnico preventivo innanzi al Tribunale di Torre Annunziata per verificare i potenziali abusi e scempi perpetrati da terzi a danno dei Cisternoni romani. Qualche anno dopo, si apre un contenzioso nel contenzioso, determinato dalla scelta della nuova amministrazione comunale di revocare il precedente mandato e di nominare un nuovo legale. Ad oggi, il progetto sembrerebbe fermo ai box, in attesa di una nuova «spinta». Anche economica. «La verità – conclude il consigliere Alessandro Schisano – è che l’ultimo intervento fortemente voluto da Antonino Alfaro, assessore al Patrimonio della Giunta guidata dal sindaco Pinto, risale alla seconda metà degli anni Novanta, con la rimozione ed asportazione di materiale depositato e la fornitura e messa in opera di un impianto elettrico di illuminazione. Un secondo step, progettato dall’architetto Giovanni Alfano, che riguardava la realizzazione di un accesso indipendente interamente su proprietà comunale, era stato approvato nel 1999 con delibera di Giunta municipale. Con una successiva delibera, sempre la Giunta Pinto, approvava anche l’assunzione di un mutuo di 450 milioni di lire per finanziare l’intervento. Questo finanziamento è stato poi dirottato ad un progetto per la realizzazione di un’altra opera pubblica. Di qui, il senso della mia iniziativa: capire se c’è ancora la volontà politica di alimentare il sogno di vedere finalmente raggiunto l’obiettivo di rendere fruibile questo sito. Obiettivo, per chi non lo sappia, che il Consiglio comunale sorrentino si era prefisso nel lontano 1981, ben 33 anni fa. Nelle more della definizione del contenzioso in corso si potrebbe iniziare dall’area non oggetto di alcuna contestazione. Per le risorse si potrebbe attingere ai fondi dell’imposta di soggiorno, circa 2milioni di euro l’anno. Noi l’abbiamo proposto già due anni fa con un emendamento al bilancio che però non fu approvato. Avremmo sì qualche manifestazione in meno, ma riporteremmo alla luce la storia della nostra città». (Il Mattino)
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