400 mq di cucina su due livelli ed un sistema per la sanificazione con ozono che possiede solo un altro ristorante al mondo: Il San Pietro di Positano
L’ospitalità della Costiera Amalfitana è famosa in tutto il mondo non solo per le bellezze naturalistiche di cui gode, ma anche per la capacità degli operatori del settore di mantenere alto lo standard dell’offerta turistica.
Fiore all’occhiello e vanto dell’offerta ricettiva di Positano è, dal 1970, Il San Pietro. Dotato di 59 alloggi, tra camere e suite, e due ristoranti affidati alle esperti mani dell’executive chef Alois Vanlangenaeker che nei mesi di Aprile ed Ottobre è impegnato anche nell’insegnamento di tecniche e segreti della preparazione di piatti della cucina italiana in corsi esclusivi di due giorni con classi di massimo otto persone.
Tra i due ristoranti, una menzione particolare va riservata al ristorante Zass, assegnatario di una stella Michelin, affacciato sull’impareggiabile scenario del Golfo di Salerno ed in particolare sui centri abitati di Praiano e Positano.
Pur essendo l’unico hotel di Positano con accesso diretto al mare; pur avendo servizi quali la piscina, il campo da tennis e lo yacht privato, l’attenzione della famiglia Cinque è da sempre orientata alla qualità della ristorazione. In quest’ottica è nato il progetto di restyling della cucina de Il San Pietro di Positano affidato al kitchen designer Andrea Viacava e all’architetto Fausta Gaetani.
Nove mesi di lavoro, tre milioni di euro e mille metri cubi scavati nella roccia. Oggi la cucina de Il San Pietro di Positano può contare su di un sistema di gestione dei rifiuti che consente di ridurli dell’85% in peso/volume. Inoltre, il calore emesso dalle apparecchiature del condizionamento dell’aria viene trasformato in acqua calda per soddisfare il 100% del fabbisogno dell’albergo.
La cucina viene chiusa ermeticamente ogni giorno alle 2 del mattino e saturata di ozono in modo da dare vita al processo di sanificazione. Solo due ristoranti al mondo sono dotati di questa tecnologia.
Le novità di quest’anno non finiscono qui. E’ stato, infatti, introdotta la “Table du Chef”: massimo sei ospiti possono cenare osservando dal vivo il lavoro dello chef Vanlangenaeker e della sua brigata di 35 persone. Gli ospiti hanno anche la possibilità di passeggiare tra gli orti terrazzati della struttura dove vengono coltivati i limoni “sfusati”, i pomodori, le zucchine, le melanzane ed un’ampia selezione di erbe aromatiche.