Pochi giorni fa, è stato il centenario dello scoppio della prima guerra mondiale, infatti, esattamente il 28 Giugno del 1914, avveniva l’uccisione dell’Arciduca d’Austria Francesco Ferdinando a Sarajevo.
Naturalmente quel regicidio fu solo la scintilla che diede il via alle operazioni di guerra, perché i motivi più gravi di contrasto tra gli stati erano di natura economica, di peso politico e di controllo delle colonie.
Ne nacque un conflitto che durò fino al 1918 e che vide massacri tra loro nazioni vicine e lontane; la vita umana cessò di avere un valore (stime approssimative parlano di un totale tra 15 e 17 milioni di morti).
Oggi noi la ricordiamo per due motivi: il primo è che da allora, ne è passato di tempo ed in questi cento anni si è riuscito a dare vita all’Unione Europea che è il sogno di vivere come fratelli di tutti gli uomini e di tutte le donne di tutte le nazioni europee, mentre a livello intercontinentale sono nate istituzioni come l’Onu e Nato che danno il loro contributo affinché i conflitti e le tensioni naturali tra gli stati restino a livello diplomatico.
Certo assistiamo ancora a guerre locali e questo perché ancora una volt si ripresentano tutti i motivi della prima guerra, però chiaramente noi tutti ed in primis i governanti hanno capito che scatenare conflitti mondiali porterebbe alla distruzione del mondo intero e non ci sarebbe nessun vincitore.
In più la coscienza storica di ciò che è stato è presente anche nei bambini che a scuola studiano l’immane orrore delle 2 guerre mondiali.
Oggi, noi tutti abbiamo la possibilità di guardare avanti con ottimismo, grazie a questo sogno di pace che faticosamente si porta avanti.
Il secondo motivo è molto di parte ed è ricordare il coraggio e l’orgoglio dei soldati italiani che seppur male equipaggiati e con pochi soldi per le armi, riuscirono ad ottenere una vittoria (oggi in tutte le città c’è una piazza o una strada intitolata Vittorio Veneto: luogo della battaglia vincente decisiva) che ci permise di rimanere liberi e orgogliosi della nostra bandiera tricolore.