Molti di voi hanno certamente conosciuto Michele Stinga.
Per una volta non metterò dati autobiografici in senso stretto, per concentrarmi sulla sua figura; un uomo che pure essendo adulto e avendo responsabilità imprenditoriali importanti, non aveva messo da parte i suoi sogni e non dimenticava nessuno dei suoi amici.
Allegro e solare, amava in particolare la musica e si esibiva appena poteva, con la sua batteria; condivideva questa passione con molti amici e aiutava i ragazzi che volevano avvicinarsi alla musica sostenendoli con la sua creatività artistica e umana.
Io non l’ho conosciuto di persona ma attraverso il racconto dei suoi musicisti amici come il gruppo dei Soul Players o di familiari.
Quando saliva sul palco era spensierato, ma anche competente e nella sua carriera artistica metteva lo stesso impegno e lo stesso scrupolo che metteva nel suo lavoro. Questo era, a mio parere, che attirava chi suonava con lui o semplicemente chi lo ascoltava.
Altre testimonianze mi hanno riferito della sua grande generosità e certamente ci ha lasciato troppo presto, troppo giovane, avrebbe potuto dispensare ancora tante note e tanta allegria, ma ci consola che è andato via suonando, accompagnato fino all’ultimo respiro da quelle note e assistito da quella batteria sulla quale si è accasciato. Mancherai a molti.