Sabato 23 marzo scorso, l’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia ha celebrato, nell’affascinante scenario dell’isola di Capri, la sua Pasqua del giovani.
Milleduecento volti, da ogni parte del territorio, da Pimonte a Massa Lubrense, passando per Sorrento e Castellammare di Stabia, hanno animato le strade capresi con i colori della gioventù e le grida dell’allegria.
Accompagnati da una giornata favorevolmente serena tutti i partecipanti hanno fatto sì che il risveglio di questo angolo di paradiso non sia stato esclusivamente quello dell’incipiente stagione turistica, ma un risveglio dello Spirito, nella gratuità e nelle serenità.
Il pomeriggio, iniziato intorno alle 14 con la partenza in navi stracariche di persone ed emozioni dai porti di Sorrento e Castellammare, ha avuto inizio, in gruppi di centinaia, con l’accoglienza presso la Parrocchia di S. Stefano. Il primo atto, quindi, di questi pellegrini è stato un’ascesa non faticosa, in funicolare: per iniziare a credere, motto che ha accompagnato sia la preparazione dell’evento che il pomeriggio stesso, bisogna lanciarsi in alto, osare.
Accolti da mons. arcivescovo Francesco Alfano, i gruppetti sono poi ripartiti, adesso a piedi, verso la struttura del campo sportivo, gentilmente messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale. Dopo l’accompagnamento dolce della funicolare e le parole di saluto dell’arcivescovo era venuto il momento di mettersi in moto. La scommessa fatta dall’equipe organizzatrice, guidata da don Antonino Lazzazzara, responsabile diocesano per la Pastorale Giovanile, era condensabile in una domanda provocatoria: Tu credi? La risposta, in quei “rumorosi” spostamenti di tanti gruppi che lentamente ridiscendevano verso il luogo prefissato, era un fragoroso invito: Vogliamo vedere!
Come all’invito di Gesù, Tommaso ebbe bisogno di toccare le ferite del Crocifisso Risorto, così anche quei Giovani chiedevano di più, per arrivare ad affermare la propria fede.
L’attesa del ricongiungimento di tutti i gruppi nell’unico corpo è stata allietata da canti e balli in una dialettica anche di integrazione tra realtà giovanili a volte distanti non solo geograficamente.
Quasi al tramonto, finalmente, ha inizio la veglia: proprio come quei discepoli di Emmaus, di cui leggeremo le gesta nel giorno di Pasqua, che incontrarono sulla propria strada Gesù su cui riversarono le proprie ansie e inquietudini.
E come un fulmine arriva la risposta alla domanda “Tu credi?” e alla proposta “Vogliamo credere“, anzi, tre risposte…
La prima viene fornita dal video, realizzato dall’Ufficio Nazionale della C.E.I. per le vocazioni, dedicato alla testimonianza di don Domenico Cassandro, giovane parroco di Moiano (Vico Equense) stroncato prematuramente da un male incurabile. «Ai giovani non si può chiedere la mediocrità, bisogna osare ed essere folli». Parole che si commentano da sole, dette da un uomo che con tanta serenità ed umiltà ha annunciato il Vangelo fino in fondo.
La seconda risposta la danno i giovani della parrocchia di S. Agnello raccontando la loro esperienza missionaria in Mozambico, la preparazione, le difficoltà ma, soprattutto la bellezza ritrovata al di là di ogni benessere psichico o materiale.
L’ultima risposta arriva poi dalle parole stesse dell’arcivescovo, un improvvisato Credo tutto dedicato ai più Giovani: scommettere e credere che un futuro migliore, con e nel Vangelo, è possibile.
E come un miracolo, sommessamente, senza strepito o grida, si rendeva tangibile però, implicita nei volti e negli sguardi di tutti, il sussurro dell’affermazione: Io Credo. L’onda lunga di questa giornata è passata poi, come giusta conclusione, con il passaggio della Croce per la Giornata Regionale della Gioventù di Salerno ai Giovani del solido di Lettere e Casola: l’appuntamento di fine luglio in cui continuare a declinare l’affascinate gamma della Fede.