Don Carmine Giudici

L’ordinanza anti-accattonaggio e la reazione della Chiesa locale

Sorrento – L’11 Novembre scorso è stata iscritta al Registro delle Ordinanze un nuovo regolamento contenente “misure anti-accattonaggio e mendicità molesta per contrastare il degrado urbano”.

Il provvedimento giunge alla fine di un iter che ha visto nascere la questione sui social network: troppi accattoni che sfruttano i bambini per le strade di Sorrento, bisogna intervenire.

L’Amministrazione guidata da Giuseppe Cuomo ha ritenuto opportuno ascoltare la richiesta di numerosi cittadini e, su proposta del Consigliere Comunale Antonino Maresca, ha approvato l’ordinanza nr. 373 del 11/11/2014.

Come accade in un paese democratico, ognuno ha detto la sua riguardo l’ordinanza. Come accade spesso in un paese democratico, tanti esprimono la propria opinione senza leggere ed informarsi.

E’ successo anche nel caso dell’ordinanza che riporta al suo interno l’intenzione di donare alla Caritas Diocesana tutte le somme sequestrate ai questuanti.

La dichiarazione che ha avuto più eco è senza ombra di dubbio quella di don Carmine Giudici. Non tanto per la persona in sè, ma perché quando parla un sacerdote si ha l’impressione che parli per nome della Chiesa, o peggio, di Entità superiori.

Don Carmine Giudici è stato impegnato per anni all’interno della Caritas, ricoprendo anche un ruolo di responsabilità regionale. La sua è una voce senza ombra di dubbio “pesante” ed autoritaria sull’argomento anche perché con chi è veramente bisognoso è stato molto a contatto.

Alla luce di ciò, ci ha lasciati un po’ perplessi il suo esordio: “è uno spot elettorale da Leghisti“.

Ha, poi, continuato:

Dicendo che i proventi dell’attività dell’ordinanza saranno destinati alla Caritas, si rischia di far assumere all’organizzazione una posizione di concorrente con gli stessi mendicanti. E’ assurdo e poi la Caritas diocesana, di cui il Vescovo è presidente, ne è all’oscuro. E difficilmente accetterebbe di essere destinataria di soldi ‘confiscati’ a poveri cristi

Niente da dire o da obiettare riguardo alle dichiarazioni di don Carmine Giudici, ma, sembra troppo strano. Possibile che una persona dello spessore di don Carmine abbia commentato d’impeto, senza aver letto il testo dell’ordinanza? Possibile che si sia lasciato strumentalizzare così ingenuamente?

Leggiamo almeno superficialmente l’ordinanza. Al punto 5:

E’ fatto obbligo di segnalare ogni caso di effettiva condizione di indigenza, rilevata dagli operatori della Polizia Municipale o dalle forze dell’ordine, all’Assessorato ai Servizi Sociali al fine di porre in atto idonei e tempestivi interventi assistenziali

Da quanto ci risulta al momento i mendicanti vengono lasciati mendicare. Alcuni sacerdoti evitano di fermarsi a parlare con i questuanti e la Chiesa locale niente fa per aiutarli a riscattarsi dalla propria condizione di povertà, reale o apparente che sia.

In quest’ottica l’ordinanza ci sembra sia migliorativa dell’attuale situazione. Ma cosa ha scatenato l’ira di don Carmine Giudici? Il seguente punto 3 dell’ordinanza

Che le somme confiscate, con apposito provvedimento del Dirigente P.T. Ufficio Patrimonio – quale autorità competente a ricevere il rapporto -, siano devolute alla Caritas Diocesana di Sorrento

Don Carmine “incolpa” l’Amministrazione Comunale di voler fare uno spot elettorale e di strumentalizzare la funzione della Caritas lasciando intendere che quest’ultima sia favorevole al provvedimento.

Insomma, dal punto di vista di don Carmine è un po come dire che un’azienda che installa tetti in eternit renda pubblico che per ogni tetto installato verrà devoluta una percentuale in beneficenza all’AIRC.

Non tarda ad arrivare la risposta del Sindaco Giuseppe Cuomo

La Caritas è l’organismo di riferimento sui temi della povertà. Ci è sembrato naturale individuarla come ente destinatario di proventi illeciti sequestrati a bande di accattoni professionisti, da trasferire a beneficio dei veri poveri, che si rivolgono invece agli operatori della Caritas per potere ricevere assistenza

Umanamente capiamo l’intervento di don Carmine, ma forse è stato un commento troppo avventato che sa anch’esso di “spot elettorale“.  Ad essere sincero, personalmente, avendo apprezzato le doti comunicative del Vescovo Francesco Alfano, mi ha lasciato perplesso quest’intervento a caldo, sicuramente non coordinato e condiviso all’interno della gerarchia ecclesiastica e che sa più di un’esternazione “personale“, come dicevamo ad inizio articolo, che un intervento ufficiale della Diocesi.

Chissà che in questi giorni, dopo averci riflettuto, non cambino i toni e si parli più serenamente della questione affrontandola in modo attivo e non subendola passivamente come accaduto fino ad oggi e che finalmente si faccia qualcosa per offrire un riparo e magari un lavoro a chi “veramente” ne ha bisogno.

About Marcello Coppola

Capo ricevimento presso il Grand Hotel Europa Palace di Sorrento, consulente di marketing per attività ricettive e ristorative, presidente dell'Associazione Non solo teoria operante nel settore della formazione professionale in ambito turistico. Amo la tecnologia, il Marketing ed i Social Media con una forte connotazione verso il settore del Turismo. Devo molto ad eventi formativi quali "BTO - Buy Tourism Online" ed il "WHR - Web Hotel Revenue". Credo che la formazione continua sia la prerogativa di ogni professionista.

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