Oggi parliamo di Mons. Bonaventura Gargiulo ed è quasi obbligatorio ricordarlo per chi fa informazione in penisola, in quanto è ricordato come il vescovo giornalista.
Nasce a Sant’Agnello nel 1843, da una famiglia di modestissime origini; resosi conto della vocazione di dedicare la propria vita esclusivamente a Dio, decide di seguire il Cristo attraverso l’umile veste francescana ed entra nell’ordine Cappuccino.
È questo un periodo per la nostra nazione in generale e per il sud in particolare molto, molto complicato, in quanto siamo nel periodo dell’unità d’Italia e delle conseguenti leggi anticlericali sancite dal nuovo regno.
Bonaventura, si ritira a studiare fuori dai confini, finché decide di ritornare tra i suoi compaesani.
Oltre allo zelo religioso, coltiva la passione per il giornalismo che alterna alla scrittura di libri.
Nel 1895 arriva improvvisa, ma forse non troppo, la nomina a Vescovo e viene inviato a San Severo, dove inizia subito una visita pastorale che gli fa vedere un clero molto poco attento e preparato alle esigenze dei fedeli.
Nel 1896 fonda il giornale “l’Ape cattolica” che scrive quasi interamente da solo che e che rappresenta il primo settimanale di San Severo scritto con molta erudizione di contenuti e semplice nella forma, il ché lo porta a scontrarsi con i giornali finanziati da partiti e politici locali, soprattutto con il periodico “La bandiera socialista”.
Di Mons. Bonaventura Gargiulo si deve ricordare anche le appassionate doti di predicatore che lo portavano a spostarsi continuamente,seguendo l’esempio del serafico padre Francesco. Muore nel 1904.