META. Sono mesi ormai che circolano per Meta voci su di un imminente pensionamento per sopraggiunti limiti di età di Don Gennaro Starita, l’amato Parroco della Basilica di Santa Maria del Lauro.
Ecco perché lo scorso Settembre, anche noi di Sorrento Post, trattammo delle proteste che molti fedeli metesi organizzarono sui social e sulla stampa della Penisola Sorrentina in relazione alla problematica dell’ “elezione del Parroco”. Infatti, quella di Meta è una di quelle parrocchie che beneficiano dello Jus Patronatus, cioè l’antico diritto dei fedeli di eleggere il proprio Parroco, nato come diritto di un feudatario su una chiesa o convento che fossero stati eretti sulla sua proprietà terriera.
Dopo mesi di proteste ed appelli, il Vescovo Francesco Alfano non ha ancora deciso se “concedere o meno” questo diritto. Alcune voci confermano che il Monsignore sarebbe contrario a questa possibilità, perché mettere in competizione dei preti come se fossero dei politici è considerato dal capo della Diocesi un retaggio medievale da superare. Ma le proteste continuano. Adesso i fedeli del comune della costiera hanno anche raccolto oltre 400 firme da presentare al prelato perché si esprima a favore del voto dei fedeli.
I possibili scenari
Sulla successione di Don Gennaro sono di fatto ipotizzabili due possibili scenari: se il Vescovo deciderà per la nomina di un amministratore parrocchiale, il favorito alla successione è l’attuale vice parroco Don Francesco Guadagnulo; se prevale l’ipotesi dell’elezione lo scenario sarebbe molto più complesso e tutto sarebbe messo in discussione, aprendo così diverse possibilità di scelta.
Piano di Sorrento
Intanto la protesta si allarga e si estende anche nel vicino comune di Piano di Sorrento, dove i difensori del diritto di patronato si sono organizzati con diversi gruppi di protesta su Facebook ed hanno ottenuto anche l’appoggio delle confraternite locali.
La Storia
In Penisola Sorrentina le chiese che godono di questo antico privilegio sono 7 e sono: una a Sorrento (Santa Maria di Casarlano), due a Sant’Agnello (Santa Maria delle Grazie a Trasaella e S. Prisco ed Agnello), tre a Piano di Sorrento (la Chiesa di Santa Maria a Mortora, la chiesa della SS. Trinità a Trinità e la Basilica di San Michele Arcangelo) ed una appunto a Meta (Santa Maria del Lauro).
In tutto il mondo invece sono 21, ma sono anni che questa tradizione sembra non si voglia più applicare nonostante le numerose proteste dei fedeli; e pare possa essere addirittura dimenticata cadendo così nell’oblio della storia.
La storia del Diritto di Patronato come istituzione giuridica risale al Medioevo e fu concesso da papa Alessandro III nel XII secolo per premiare quei fedeli che si accollavano la spesa per la costruzione della parrocchia.
In passato il diritto al voto era limitato per censo fra i nominativi designati dal Capitolo della Basilica di San Giovanni in Laterano di Roma, poi era l’amministratore a suggerire i nomi. Successivamente la responsabilità di indicare tali nominativi passò all’arcivescovo di Castellammare di Stabia-Sorrento.
A partire dal 1974, solo i capi famiglia avevano diritto al voto ma dal 1992 la votazione diventò a suffragio universale, estendendo tale privilegio a tutti i battezzati maggiorenni, sia donne che uomini.
Uno degli ultimi parroci ad essere eletto è stato Don Arturo Aiello nella Basilica di San Michele Arcangelo di Piano di Sorrento. Dopo la nomina di questi a Vescovo di Teano, l’ Arcivescovo Felice Cece, nominò come amministratore parrocchiale di Piano di Sorrento Don Pasquale Irolla, interrompendo così una millenaria tradizione ecclesiastica.