Spesso quando si parla di grandi della letteratura, siamo portati ad immaginarci persone di grande fascino e grande cultura, con diplomi e lauree conseguite con il massimo dei voti, ma per la nostra Matilde Serao non è stato così.
I suoi studi sono stati sempre un po’ carenti anche a causa delle gravi difficoltà finanziarie che ha sempre dovuto affrontare; ma fortunatamente la Serao aveva un grande asso nella manica costituito dal suo indiscutibile talento, sempre accompagnato però da una grande forza d’animo e volontà. Quel talento che la grande Matilde ha sempre dovuto difendere a spada tratta, infatti, all’età di 26 anni lascia la sua amata Napoli per andare alla “conquista di Roma”.
Lì la nostra paladina del giornalismo scrisse per diverse testate occupandosi un po’ di tutto dalla critica letteraria alla cronaca nera.; purtroppo però la sua fisicità,i suoi modi spontanei e la mimica non furono apprezzati nei salotti letterari della Roma bene. Ovviamente la Serao non si fece certo intimidire e in risposta ad una critica al suo modo di scrivere da parte di Eduardo Scarfoglio (suo futuro marito) lei disse: “vi confesso che se per un caso imparassi a farlo, non lo farei, credo con quel linguaggio incerto e lo stile rotto d’infondere nelle mie opere il calore che non solo vivifica i corpi ma li preserva da ogni corruzione”.
Queste bellissime parole non hanno bisogno di commenti, anzi dovrebbero solo far riflettere su come in realtà ciò che conta non è la bellezza o le conoscenze giuste ma il talento e la voglia di fare ,d’inseguire un sogno o realizzare un progetto.
Sono stati questi elementi, infatti, che hanno portato al successo la piccola grande giornalista nata in Grecia e presto approdata nella nostra splendida Napoli. Proprio qui a Napoli, oltre a scrivere numerosi romanzi di successo (Ventre di Napoli, Il paese di cuccagna, ecc.) fondò, tra gli altri, il quotidiano “il Mattino” ; quello stesso giornale che a distanza di più di cento anni troviamo ancora nelle edicole di tutto il sud Italia.