L’ALIMENTAZIONE IN DIFESA DEL CERVELLO

Il cervello è la parte anteriore dell’encefalo, quella più sviluppata e funzionalmente più importante del sistema nervoso centrale umano.
Esso è l’organo della vita di relazione, la sede dove le percezioni sensitive e sensoriali diventano coscienti, dove avviene la regolazione volontaria dell’attività motoria e della postura, dove hanno luogo le attività nervose superiori: memoria, linguaggio, pensiero e comportamento.
Anatomicamente il cervello è posto al vertice del sistema nervoso, nel piano superiore della cavità cranica, e a tale collocazione corrisponde il controllo della funzione nervosa.
Il suo diametro antero-posteriore misura 16-17 cm, quello trasversale 13 cm e quello verticale 12,5 cm; il suo peso è di circa 1,350 kg nell’uomo e 1,200 kg nella donna, con variazioni individuali

Uno studio del dottor Nothan Spreng ha evidenziato che il cervello, con il passare degli anni, diminuisce di volume e le regioni associate alla memoria tendono sempre più a restringersi.
Processo che appare più evidente nei soggetti che sviluppano una malattia neurodegenerativa come, per esempio, l’Alzheimer che è la forma più comune di demenza degenerativa invalidante.

La buona notizia, però, viene da un recente studio che ha messo in evidenza che i soggetti con elevati livelli di acidi grassi polinsaturi omega-3 nel sangue, mostravano un volume maggiore di cervello in età avanzata.
Un gruppo di ricercatori dell’Università del Sud-Dakota ha valutato i livelli ematici di omega-3 in particolare dell’acido eicosapentaenoico (EPA) e dell’acido docosapentaeonico (DHA) in circa 1100 donne nel periodo postmenopausale, misurando anche il volume del cervello mediante risonanza magnetica.
Tale studio ha dimostrato che le donne con livelli di acidi grassi omega-3 più alti avevano anche un volume di cervello maggiore, soprattutto nella regione dell’Ippocampo, un’area del cervello subcorticale coinvolta nella memoria, che comincia ad atrofizzarsi negli individui affetti dal morbo di Alzheimer prima che i sintomi veri e propri si manifestino.
In particolare, il volume nell’area dell’Ippocampo era maggiore del 2,7% nelle donne con un livello maggiore di acidi grassi omega-3 rispetto a coloro che avevano solo la metà di acidi grassi omega-3 nel sangue.

A sostenere maggiormente l’idea che gli omega 3 giochino un ruolo importante nello sviluppo e nel mantenimento del cervello, proprio all’inizio del 2014 un nuovo studio ha dimostrato l’essenzialità degli omega-3 per un cervello sano, nonché per un corretto funzionamento della retina.

In uno studio su primati, la cui organizzazione corticale è molto simile a quella del cervello umano, Graysonet al hanno messo a confronto scimmie nutrite con alti livelli di acido docosapentaeonico (DHA) e scimmie la cui dieta era invece a basso contenuto di omega-3.
Il risultato è stato che le prime avevano migliorato la maggior parte delle funzioni cognitive e il cervello era simile a un cervello umano sano. Al contrario, le scimmie con una dieta con bassi livelli di omega-3 avevano diminuito le funzioni cognitive e visive.

Attraverso la dieta è possibile raggiungere livelli ottimali di acidi grassi omega-3.
Fonti alimentari di omega-3 sono:

  • pesce (acciughe, salmone, sgombro, pesce azzurro…);
  • oli di pesce;
  • oli vegetali (per esempio olio di semi di lino);
  • frutta oleosa e semi (semi di lino, noci, mandorle…).

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