Da circa due settimane, presso la scuola dove lavoro, sto frequentando un corso del Miur per apprendere come comunicare con persone audiolese (sordi), ed in particolare apprendere l’alfabeto dei segni, in modo da poter integrare perfettamente un ipotetico alunno con tale problema. Nel gruppo classe.
Vi confesso che inizialmente ero scettico verso un metodo che ritenevo molto complicato da richiedere anni per imparare, invece, grazie ad A.S.C Castellamare e alla preparazione dei volontari dell’associazione, mi è risultato molto semplice.
Ora vi spiego alcune cose che mi sembrano interessanti.
La prima è che l’alfabeto dei segni è cambiato tant’è che oggi si parla di vecchio e nuovo manuale,non solo ma quello che mi ha più stupito è che anche nel “segnare” esistono i linguaggi dialettali, per cui per esempio, tra Napoli e Salerno ci sono differenze non molto marcate ma neanche irrilevanti e questo capita anche tra nazioni diverse.
L’aspetto più bello di questo corso è che ho capito che non bisogna avere imbarazzo a presentarsi a persone audio-lese in quanto quest’ultime sono certamente consapevoli del loro piccolo problema e siamo noi normo – udenti a doverci inserire nel loro mondo.
Vi allego l’alfabeto nuovo,così ciascuno di voi può provare a “segnare il proprio nome” come ho fatto io ed i miei colleghi all’inizio del corso.