Giancarlo Siani era un giornalista napoletano, assassinato dalla camorra nel 1985 per aver scoperto e reso pubbliche notizie importanti sui clan camorristici operanti a Torre Annunziata e nei paesi limitrofi. Oggi è considerato uno dei tanti “martiri della legalità” e a sua memoria gli sono stati dedicati premi ed opere cinematografiche.
Originario del Vomero, dopo gli studi classici si iscrisse all’Università ma cominciò presto a collaborare con varie testate giornalistiche e periodici napoletani, in particolare per “Il lavoro del Sud”. Approdato al “Mattino” come corrispondente da Torre Annunziata, si occupò principalmente di cronaca nera e di camorra, studiando ed analizzando i “rapporti” e le “gerarchie” delle famiglie camorristiche che controllavano il paese vesuviano e dintorni.
Le sue inchieste scavarono sempre più in profondità nei loschi affari malavitosi, tanto da scoprire e rendere pubblici particolari scottanti riguardanti inediti intrecci che si erano creati tra i clan camorristici campani e la mafia siciliana.
Siani con un suo articolo arrivò addirittura ad accusare il Clan Nuvoletta, alleato dei Corleonesi di Totò Riina , ed importanti esponenti della “Nuova Famiglia”, di voler spodestare e vendere alla Polizia il boss Valentino Gionta, divenuto pericoloso e prepotente, per poter porre finalmente fine alle guerre tra le famiglie malavitose.
Ma le rivelazioni, ottenute da Giancarlo grazie ad un suo amico carabiniere e pubblicate il 10 giugno 1985, indussero la camorra a progettare l’eliminazione di questo giovanissimo ma scomodo giornalista.
Alle 20 e 50 del 23 settembre 1985, Giancarlo Siani fu colpito con 10 proiettili alla testa esplosi da due pistole Beretta 7.65mm: l’agguato avvenne a pochi metri dalla sua abitazione, in Piazza Leonardo, nel quartiere napoletano del Vomero. Aveva da pochi giorni compiuto ventisei anni.
Il 15 aprile del 1997 la Corte d’Assise di Napoli condannò all’ergastolo come mandanti dell’omicidio i fratelli Lorenzo e Angelo Nuvoletta, Luigi Baccante e i suoi esecutori materiali Ciro Cappuccio e Armando Del Core.