Il personaggio di questa settimana è Francesco Saverio Gargiulo, nato a Sorrento il 2 Dicembre 1840; dopo i primi studi nel seminario di Sorrento, consegue il diploma in Lettere e Filosofia presso Salerno, per poi trasferirsi a Napoli e laurearsi in Giurisprudenza.
In seguito, dopo una breve parentesi come avvocato, entra in Magistratura ottenendo l’incarico di Uditore vice-pretore presso Piano di Sorrento nel 1869; egli non si limitò a svolgere bene il suo lavoro, ma da studioso e profondo conoscitore della disciplina giuridica, iniziò, proprio in questo periodo a scrivere il suo trattato più importante (ne aveva scritti altri nel suo passato) che intitola “Il commento al codice di procedura civile”, scrittura che gli valse molti consensi sia in ambito accademico che giudiziario (sarà il commento più utilizzato dagli operatori di giustizia al nuovo codice del 1865) e gli valse la chiamata alla Presidenza del gabinetto del ministro della giustizia, per passare, qualche anno dopo a capo della segreteria della Corte di Cassazione e alla Corte di Appello di Napoli.
In questi anni, conosce e sposa Giulia Cacace che gli diede dodici figli, ma molti morirono prematuramente.
I dolori della sua vita privata, non lo distolgono dal suo dovere che continua a dargli molta soddisfazione, infatti, lo ritroviamo a fianco del Presidente del Consiglio Crispi a reggere la segreteria della Presidenza del Consiglio.
Ormai la sua fama di magistrato era nota e per questo motivo, viene nominato magistrato alla Corte di Cassazione e gli viene fatto scegliere tra la sede di Torino e Palermo anche se egli rifiutò per non allontanarsi dalla famiglia ed accettò solo quando fu assegnato alla sede di Napoli.
Con questo incarico aveva raggiunto il massimo gradino giudiziario di allora, ma non si dimenticò mai di Sorrento, a tal punto da essere Consigliere Comunale per cinquant’anni e sempre nella città sorrentina scelse di tenere le sue conferenze più importanti e prestigiose.
Si spegne a Napoli il giorno 11 Gennaio 1922.