Finti artisti di strada e ambulanti abusivi, scatta l’offensiva del Comune

commercio ambulanteGiro di vite sul commercio ambulante a Sorrento. A partire dal 21 agosto prossimo, i venditori ambulanti che operano su aree pubbliche, dovranno esporre un cartello con i propri dati identificativi e ad apporre precise indicazioni sui prezzi delle varie merci esposte.
“Ho constatato personalmente carenze in questa procedura – spiega il vicesindaco Giuseppe Stinga – In questo modo sarà possibile assicurare una facile individuazione dei soggetti autorizzati al commercio su aree pubbliche a posto fisso. Questo anche al fine di permettere a chiunque la segnalazione alle forze dell’ordine o agli uffici comunali di eventuali abusi o irregolarità. Pertanto i commercianti ambulanti saranno tenuti ad esporre in maniera visibile, un cartellino identificativo sul quale dovranno indicare con caratteri ben leggibili, gli estremi del soggetto autorizzato nonché numero e data del titolo abilitante”.
Il provvedimento, voluto proprio dal vice sindaco e assessore alle Attività Produttive, Giuseppe Stinga, e firmato dal dirigente Donato Sarno, mira da un lato a disciplinare il settore, favorendo così gli ambulanti autorizzati, dall’altro a tutelare il consumatore da eventuali truffe e raggiri.
“Sono sempre più – aggiunge Stinga – i furbetti che tentano di aggirare la legge e il fisco, improvvisando commerci di piccoli oggetti, in assenza di autorizzazione o addirittura fingendosi artisti di strada. La nostra iniziativa vuole quindi difendere in primo luogo i commercianti ambulanti che rispettano la normativa e pagano le tasse per svolgere la propria attività”.

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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