Francesco Schettino, il comandante balzato agli onori della cronaca per l’incidente alla Costa Concordia, è intervenuto, presso il Circolo aeronautico della Casa dell’Aviatore, durante un master in “scienze criminologiche“, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma, riguardo alla “gestione del controllo del panico“.
Francesco Schettino è attualmente imputato di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. Per questi capi di imputazione, il suo intervento è subito saltato all’occhio dei molti che portano ancora addosso le ferite dell’evento drammatico accaduto sull’Isola del Giglio.
Sono stato chiamato perché sono un esperto. Dovevo illustrare la gestione del controllo del panico, o meglio, qual è la componente umana in situazioni del genere. D’altronde ho viaggiato in ogni mare del mondo. So come ci si comporta in casi del genere, come bisogna reagire quando ci sono equipaggi di etnie diverse.
L’intervento, durato appena 15 minuti, ha subito innescato le reazioni del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che ha definito l’accaduto “sconcertante“, mentre il Rettore de “La Sapienza” Luigi Frati ha preso subito le distanze dall’iniziativa deferendo il docente che ha organizzato il master, il criminologo Vincenzo Maria Mastonardi che si “difende” affermando
Non è stata mia l’idea di invitare Schettino, è lui che, saputo dell’iniziativa, ci ha contattato attraverso i suoi legali chiedendo di poter intervenire per par condicio. Sapeva che degli esperti avrebbero parlato del naufragio e temeva che dalla loro versione potessero derivare danni per la sua linea difensiva. Sicuramente ho sottovalutato le conseguenze della cosa, ma non c’è dubbio che dal punto di vista scientifico il punto di vista del protagonista di quel fatto di cronaca cosi tragico era sicuramente interessante