“Di statura piuttosto bassa, magrolino, di colorito roseo, con ampi baffi alla moda del tempo, di carattere schietto e spontaneo, si esprimeva di solito in un misto di italiano e di dialetto sorrentino”.
Così viene ricordato uno dei personaggi più illustri della Penisola Sorrentina. Nato a Meta nel 1838, nella via che oggi porta il suo nome, Eduardo De Martino è considerato uno dei massimi esponenti della pittura di marina dei suoi tempi.
Di famiglia agiata, frequentò giovanissimo l’Accademia della marina militare di Napoli, imbarcandosi successivamente sulla pirocorvetta “Ercole” in qualità di Ufficiale di rotta.
Dopo alcuni anni il sottotenente di vascello De Martino decise di abbandonare la divisa per dedicarsi alla sua vera passione: la pittura. Quindi congedato si stabilì prima a Montevideo, poi Porto Alegre e Rio Grande dove l ‘Imperatore del Brasile Pedro II, appassionato di arte e di mare, gli commissionò una serie di dipinti di grandi dimensioni per immortalare gli scontri navali allora in corso con il Paraguay e, al fine di ritrarre le scene con la massima fedeltà, lo invitò ad imbarcarsi sulla nave “Wasp” per portarsi sul teatro delle operazioni. Ne realizzerà ben 343.
La definitiva consacrazione la ottenne quando fu invitato nella corte londinese dalla Regina Vittoria d’Inghilterra che gli ordinò la realizzazione di alcune tele. Qui dipinse i quadri che lo resero celebre in tutto il mondo, come quelli che ritraggono i momenti più importanti della grande Battaglia di “Trafalgar” dove le navi di Nelson sconfissero l’armata del mare di Napoleone Bonaparte. Da quel momento le commissione furono numerosissime e sempre di altissimo livello: dal Kaiser tedesco all’Imperatore giapponese, suo grande estimatore.
Durante tutta la vita il De Martino viaggiò moltissimo. Celebre è il giro del mondo con il duca di York, poi Giorgio V, a bordo del piroscafo “Ophir” e quello con il duca di Connaught, terzogenito della Regina Vittoria, a bordo dell’incrociatore “Crescent”, ma non ritornò mai più a vivere a Meta se non per brevi periodi. Infatti morirà a Londra il 21 maggio 1912 dopo una lunga malattia. Le sue spoglie riposano ancora oggi nel cimitero cattolico di St. Mary a Londra, in Kensal Green.
La maggior parte delle sue opere sono conservate in Inghilterra nel Palazzo Reale di Buckingham, altre in Brasile, Germania, estremo oriente. Alcune sono custodite in Italia, come nell’Accademia Navale di Livorno, nel Comune di Sorrento e ovviamente nel Comune di Meta. In suo onore, nel 1929, la cittadinanza gli dedicò una strada e una lapide commemorativa per conservare nell’eternità il ricordo del pittore del mare che tenne sempre vivo l’orgoglio di essere italiano e soprattutto metese.