La signora Lucia, l’altra notte, non ce l’ha fatta. E’ uscita di casa in pigiama, è salita al piano di sopra e ha bussato alla porta. Ad aprirla, un ragazzone dalle guanciotte rosse, forse di nazionalità britannica. Alle sue spalle, si consumava un “meeting” notturno, tra compagni di vacanza incuranti del caos e degli schiamazzi generati. Lucia ha cercato di spiegare, nel suo dialetto-gesticolante, che, considerata l’ora, era il caso di abbassare la voce, di evitare di spostare tavolini e sedie e di smetterla di parlare fuori al terrazzo con toni piuttosto alti. Sarebbe stato un modo educato per rispettare il riposo delle famiglie di quello stabile condominiale che ospitava anche quel bed and breakfast. Il ragazzone dalla guanciotte rosse, ancorché “attraversato” dagli effetti di fiumi di birra e annebbiato dalla bolla di fumo di tabacco, ha cercato di accontentarla chiedendo silenzio ai suoi amici, ma quel party “notturno” è ugualmente andato avanti fino all’alba.
Lucia non è un nome di fantasia. E nemmeno la storia. E’ semplicemente l’altra faccia dell’accoglienza turistica extralberghiera, che si consuma in stabili condominiali o in appartamenti di parchi residenziali. La storia di Lucia non è l’unica. Anche perché affittacamere, case-vacanza, bed and breakfast spuntano come “funghi” in appartamenti che fino a poco tempo prima servivano per lo più a soddisfare le esigenze abitative di “sorrentini da generazioni”.
Oggi i “sorrentini di nascita”, che non possono permettersi il lusso di acquistare una casa o che non godono di patrimoni immobiliari di famiglia da ereditare, sono emigrati altrove. Un po’ in collina, un po’ nei centri limitrofi della costiera sorrentina. E i motivi sono risaputi ai più: canoni di locazione da “residenze a Beverly Hills” a fronte di metrature da “casa dei Puffi”. Logiche di mercato, insomma, a volte legittime, a volte discutibili. A volte atteggiamenti speculativi del proprietario, già benestante e super-possidente, operati al solo scopo di auto-esaltare una mania di grandezza, avida e avara.
In ogni caso, da qualche anno a questa parte, quegli appartamenti fittati ai sorrentini sono stati sottratti dal mercato delle locazioni per andare a “drogare” la ricettività turistica. E’ bastato uno spiraglio normativo di una legge regionale, per aprire la strada ad un autentico stravolgimento della cartina immobiliare sorrentina: niente più inquilini stabili, in condominio e parchi residenziali “via libera” alla movimentazione fluttuante, tra turisti di diversa nazionalità che “un po’ vanno e un po’ vengono” nel giro di qualche giorno. Dove, però, si rispettano le regole sulle licenze, sulle autorizzazioni, sulle modalità di erogazione del servizio e sulla metratura minima da dare in concessione al turista, nulla da eccepire. Ma c’è anche un’altra realtà. L’azienda di soggiorno di Sorrento-Sant’Agnello, riporta, nel proprio elenco, 35 “bed and breakfast”, 52 “affittacamere” e 47 “case vacanza”, regolarmente autorizzati. Pochini, a fronte di centinaia di seconde-case “vuote” date “in pasto” ai siti internet di annunci di soggiorni low cost. Su Subito, Ebay-annunci, Vivastreet, sono centinaia gli annunci di case offerte per soggiorni settimanali, mensili o addirittura di weekend a Sorrento. Ovviamente, senza alcun tipo di autorizzazione allo svolgimento dell’attività di accoglienza turistica.
Il mercato, dunque, viene “dopato” da un flusso di turisti non regolarmente censito, sicuramente non di qualità, considerata la propensione a sfuggire da ogni tracciatura fiscale del corrispettivo dell’affitto temporaneo. Insomma, un vero pastrocchio, difficile da monitorare, per la copiosa presenza di proprietari fai-da-te che si improvvisano albergatori o comunque gestori di attività turistiche.
In questo contesto, si inserisce anche la difficile convivenza condominiale tra chi viene in costiera per trascorrere una vacanza e chi, in costiera, ci vive e, magari, in estate, deve lavorare proprio per garantire all’ospite un soggiorno di qualità. Convivenza che diventa sempre più ardua quando i turisti non vengono sufficientemente istruiti sulle regole condominiali. Come ad esempio, sulla raccolta differenziata dei rifiuti, sul luogo e sui giorni per il deposito dei sacchetti, sul corretto “utilizzo” degli spazi comuni, sui posti-auto riservati in cortile. Ma non solo: le riunioni condominiali sono sempre più infuocate a causa delle proteste degli inquilini per gli schiamazzi notturni generati, a volte anche inconsapevolmente, da ospiti di strutture extralberghiere. Tant’è vero che, nei mesi scorsi, qualcuno ha chiamato la polizia per il caos provocato in una casa-vacanza di via degli Aranci. Sempre a via degli Aranci, un signore, alle 6 del mattino, è rimasto “intrappolato” per mezz’ora nel suo veicolo, in attesa dell’arrivo di un turista che aveva parcheggiato, a sua volta, l’auto ostacolandone il passaggio. Storie che la dicono lunga su una situazione che ancora cova sottotraccia, ma che rischia di scoppiare da un momento all’altro.
Giuseppe Damiano
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