Cultura al femminile ai bastioni di Parsano

1081715_399430303500239_897794318_nUna serata di cultura e letteratura “al femminile” domenica 4 agosto presso il Bastione di Parsano, sulle antiche mura vicereali di Sorrento, con l’incontro “Parole all’imbrunire”, organizzato dagli Assessorati agli eventi e alla cultura del Comune e affidato alla direzione artistica del dottor Carlo Alfaro, che è riuscito a mettere insieme un cast eccezionale di artiste: la scrittrice Letizia Vicidomini di Nocera Inferiore, che ha presentato il romanzo “Il segreto di Lazzaro”(Edizioni CentoAutori), e la poetessa stabiese Silvia Verdoliva, con la raccolta di poesie “La mia vita davanti”(Edizioni Creativa); inoltre, l’esperta di enogastronomia Angie Cafiero, quale relatrice per la Vicidomini, e la poetessa Maria Fausto, quale relatrice della Verdoliva; infine, la gloriosa attrice e regista Eleonora Di Maio, che ha interpretato alcune poesie della Verdoliva.

“Il segreto di Lazzaro”, terzo romanzo di Letizia Vicidomini, arricchito da una prestigiosa prefazione di Maurizio de Giovanni, racconta il ritorno di Lazzaro, quasi cinquantenne, nella terra d’origine, una valle d’Itria in Puglia, lasciata per fuggire in Argentina da un segreto inconfessabile a soli diciassette anni, un omicidio di cui è stato testimone.

Come si è intuito dalle letture di brani, operata dalla stessa autrice, che è anche attrice, il testo è ricco di pathos ed emozione, soprattutto nelle sezioni dei pensieri del protagonista, che nel ritornare in Italia ricava una nuova consapevolezza di sé pacificando i fantasmi del passato e le incognite del futuro.

“La mia vita davanti” è invece la prima pubblicazione di Silvia Verdoliva, una sorta di diario dei suoi primi 30 anni di vita. Approfondita l’analisi del testo della sua collega poetessa Maria Fausto: “Una poesia che si fa speculazione interna di un’interiorità profonda come fiume in piena che straripa d’una bellezza filosofica, di verso accattivante e sapiente- ha scritto- C’è pure un senso di vigilanza, un’esortazione a disciplinare il libero arbitrio, la consapevolezza del peso dell’operosità e della scelta. Una volontà e un supplichevole invito ad esser tra gli svegli anziché tra i dormienti. Una spiritualità umana e sottesa, a destarci come il linguaggio-sveglia della poesia stessa dell’autrice che si serve di imperativi, esclamazioni, allitterazioni musicali; metafore e analogie ad incantare come la stessa ricercatezza lessicale di cui si serve, l’abilità di fare ritmi”.

Un evento ricco di emozioni, organizzato con gusto e garbo per dare risalto a realtà artistiche campane femminili emergenti.

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