Conosciamo veramente le persone che ci circondano? Devo dire che è proprio questa la domanda che mi è venuta in mente man mano che procedevo nella lettura del romanzo “Volevo solo averti accanto” scritto dall’avvocato ( e scrittore) Ronald Balson.
Il testo inizia subito con un colpo di scena: Elliot Rosenzweig, ricco benefattore della città che viene accusato pubblicamente da parte dell’anziano Ben, di essere stato un criminale nazista. Da qui si snoda la drammatica vicenda raccontata proprio da Ben al suo giovane avvocato Catrine, che ha come scenario la terribile e tragica follia dell’Olocausto durante la seconda guerra mondiale.
Un romanzo interessante; devo ammettere che ho avuto sentimenti discordanti verso questo libro nel senso che all’inizio benché lo trovassi accattivante non era riuscito a “prendermi” come si suol dire ma poi, leggendo, i miei dubbi sono stati fugati tutti.
Per me è stato come una porta che non riesci ad aprire: da una parte sei tentato di lasciar perdere dall’altra sei troppo curioso di sapere che c’è dietro… fuor di metafora voglio dire che sicuramente anche se ho avuto delle perplessità iniziali lo scrittore è riuscito ad incuriosirmi e a spingermi a proseguire la lettura per vedere lo svolgersi degli eventi. La parte che ho preferito è stata quella finale del processo… questo prendetelo come un consiglio meno attendibile, dal momento che ammetto di avere un debole per i processi sia in tv che nella scrittura.
Infine, vi dico che ho scoperto con un po’ di stupore la notizia che questo romanzo è stato più volte rifiutato dagli editori e per questo l’autore del romanzo lo ha auto-pubblicato fin quando poi non ha suscitato l’interesse di un grande editore che ha deciso di pubblicarlo.