Gli autori di sei parcheggi interrati di Sorrento hanno, per il momento, disertato o avanzato dubbi di legittimità tecnica su uno schema di convenzione predisposto dall’amministrazione comunale. Schema di convenzione che prevede che l’area scoperta dei parcheggi pertinenziali, da loro realizzati, deve essere adibita ad uso pubblico. Una condizione che era prevista al momento del permesso a costruire.
Condizione riemersa dal dimenticatoio, in virtù di un’iniziativa di Alessandro Schisano, consigliere comunale del Partito democratico, che attraverso un’interrogazione del 2012, chiedeva spiegazioni sulle «condizioni speciali» dei relativi permessi a costruire.
Condizioni che stabilivano «che la copertura del parcheggio, così come sistemata a verde ad approvata, sarà destinata ad uso pubblico, previo atto da stipulare successivamente con l’amministrazione comunale che, tra l’altro, ne disciplinerà e regolamenterà l’utilizzo».
Convenzione approvata nell’anno successivo, con la quale si dava incarico al dirigente del Comune di Sorrento, Donato Sarno, di farla sottoscrivere ai sei proprietari di parcheggi pertinenziali realizzati secondo la legge 12 del 1989 e la legge della Regione Campania 19 del 2001.
Risultato? Tutti i proprietari sono stati invitati con Raccomandata con ricevuta di ritorno a presentarsi al Comune per la stipula della convenzione. Ma dei sei, qualcuno ha mosso «rilievi prevalentemente di natura tecnica e giuridica», qualcuno non si è presentato alla convocazione, mentre i restanti proprietari sono risultati «sconosciuti» ai portalettere, che hanno cercando invano di recapitare la missiva. Al momento, dunque, l’area scoperta dei parcheggi pertinenziali è destinata ad attività private. Almeno, fino alla prossima iniziativa dell’amministrazione comunale di Sorrento, che sarà chiamata a chiedere il rispetto delle regole precedentemente stabilite.