Beatificazione di Paolo VI: la storia di un Papa

Domani a Roma, Papa Francesco beatificherà Paolo VI al secolo Giovanni Battista Montini.

Egli nasce a Concesio (Brescia) il 21 Settembre 1897 da una famiglia borghese.

Anima vivace intellettualmente, pur intraprendendo la strada del sacerdozio, segue attentamente le battaglie politiche del padre, deputato del Partito Popolare ed esponente dell’Azione Cattolica impegnato a Brescia in  favore delle classi deboli e dei diritti degli operai e lui stesso, da assistente della Fuci, formerà una generazione di politici cattolici tra i quali spicca Aldo Moro.

Non si rifugiò mai all’interno del suo pensiero cattolico, ma al contrario amava ascoltare le posizioni ed il pensiero di tutti per capire ed apprendere ciò che gli sembrava valido(amava ripetere: “non cerco di dimostrare l’errore del mio avversario,ma unirmi a lui in una verità superiore”).

Dopo alcuni anni in Segreteria di Stato, viene nominato da Giovanni XXIII Arcivescovo di Milano e quattro anni dopo riceve la berretta cardinalizia.

Nel capoluogo lombardo si trova ad affrontare i problemi e le contraddizioni che la comunità vive, in particolare la comunità cattolica, alle prese con una città che cresce, che diventa capitale economica dell’Italia, ma che si dimentica della solidarietà.

Il Vescovo Montini avverte che alla metropoli manca un collante, che la gente è sola, che le periferie sono dimenticate e che le numerose persone che si spostano dal sud a Milano e dintorni mancano di assistenza materiale e spirituale; per ovviare a questa problematica  lancia diverse iniziative per umanizzare il lavoro e l’economia, appoggiando il movimento delle ACLI.

Alla morte di Giovanni XXIII, nel 1962, in un clima di piene aspettative per il Concilio Vaticano II appena iniziato,viene eletto Pontefice.

I suoi quindici anni di pontificato sono difficili, sia perché riprendere e portare a termine il Concilio non è impresa facile, vista la mole di problemi, ma ci riesce, cercando il dialogo con tutti i Cardinali soprattutto sulla questione della lingua da utilizzare nella liturgia (celebre lo scontro con il Vescovo Lefebvre che non accetta di lasciare il Latino), sia perché il suo regno coincide con la contestazione del ’68, con la quale i giovani cercano un mondo nuovo basandosi si ideologie confuse e laiciste, che egli considerava dannose per i giovani.

Affrontò la questione con il dialogo, non curandosi dei numerosi attacchi alla sua persona.

Altro problema che lo angustiava era il terrorismo che macchiava di sangue la nazione e che culminò con il rapimento e l’uccisione del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro; questo evento fu per lui un dolore fortissimo perché  era amico di Moro e degli altri statisti democristiani(ripeteva spesso: “sono tutti figli miei” e arrivò a fare un appello alle Brigate Rosse per la liberazione,ma senza esito e alla fine volle celebrare lui  il rito funebre.

Ecco, Papa Montini si è consumato nel  tenere la “Barca di Pietro” a galla nella tempesta e la sua Beatificazione rappresenta una Chiesa che oggi come ieri continua a navigare nonostante le numerose difficoltà.

About Salvatore Foggiano

Classe '77 di Sorrento, professione insegnante di scuola dell’Infanzia e Primaria. Su Sorrento Post mi occupo di cultura, di ricerca di personaggi nati o vissuti a Sorrento ed in Penisola Sorrentina e di cronaca. I miei interessi sono la storia religiosa e della Chiesa, il volontariato con l’Azione Cattolica, la TV e poi c’è l’amore viscerale per il Napoli.

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