“Intrappolato”, forse, è un termine un po’ forzato. Ma umiliato, sì, è un sentimento che meglio descrive un episodio che continua a non fare onore ad un trasporto pubblico locale che dimostra di rimanere a terra su tantissimi argomenti: dalla sicurezza alla qualità del servizio, dal decoro al tema dell’eliminazione delle barriere architettoniche.
E questa è proprio una storia di ostacoli, fisici e mentali, evidentemente difficili da sormontare. L’altra mattina, uno studente universitario di Sorrento, dopo essere sceso dal treno in arrivo da Napoli, si è dovuto attivare in prima persona per ovviare ad un guasto (l’ennesimo!) dell’ascensore. Motivo? La sua “carrozzina” non riusciva a superare le tante barriere architettoniche (scale, scalini) presenti nella stazione di Sorrento.
Di qui la richiesta del giovane di aprire un varco laterale e di “uscire” dallo scalo ferroviario attraverso un piccolo percorso che si snoda lungo il parcheggio dei bus Eav. Percorso comunque condito da 4-5 scalini, che ha dovuto superare grazie anche al suo accompagnatore.
Lo studente universitario ha tenuto comunque a precisare che già altre volte ha dovuto agire in modo analogo a causa di un guasto, abbastanza frequente e solitamente protratto per qualche giorno, dell’ascensore della stazione. Un problema che lo costringe anche ad arrivare in stazione con largo anticipo per prendere in orario il treno per Napoli: un anticipo per consentire al personale di aprire altre “uscite” e permettergli di salire in tempo a bordo per la sua corsa.
Un problema non solo per chi ha difficoltà motorie, ma anche per chi viaggia con passeggini e bagagli al seguito. E si sa, da queste parti, viaggiatori con bagagli non sono pochini… Specie in una realtà che ha numeri da meta di turismo internazionale.