Traffico bloccato a Sorrento

Aria e mare, salute e lotta all’inquinamento: 18 anni di promesse non mantenute

Diciotto anni. Più di 6mila500 giorni di chiacchiere. Diciotto candeline per spegnere, forse definitivamente, l’idea che a quegli impegni seguiranno davvero azioni concrete.

E’ dal 1996 che le «strade» della città di Sorrento non vengono sottoposte ad una serie di verifiche accurate e minuziose per monitorare l’eventuale presenza di inquinamento da polveri sottili. Eppure, in questo lasso di tempo, qualcosa è davvero cambiato. I veicoli, pur rispettando maggiormente gli standard di realizzazione eco-sostenibili, infatti, sono quanto meno raddoppiati. I box auto entrano «dentro casa», e i parcheggi, per quanto indispensabili, spuntano in pieno centro abitato, attirando alte concentrazioni di autovetture. Tubi di scappamento «scaricano» nell’atmosfera, ad altezza d’uomo, sostanze che producono smog. Smog causato da elevate concentrazioni di «particolato», polveri sottili e anidride solforosa, in presenza di alta umidità.

Sui venticinque chilometri della Statale sorrentina, l’affluenza di auto e scooter è perennemente elevata, tanto da creare stabilmente un serpentone di lamiere nel tratto che si sviluppa tra la basilica di Santa Maria del Lauro a Meta all’incrocio del rione Marano a Sorrento. Anche dalle Asl e dai medici «di base», il campanello d’allarme risuona, in considerazione dell’aumento (non ufficializzato, ma diffuso) delle patologie legate alle vie respiratorie. E i rimedi? Nessuno. Almeno all’apparenza.

Gli ultimi dati risalgono al 1996 e non sono mai stati diffusi. Una beffa nella beffa, se si aggiunge che quei dati non si trovano. O meglio, giacciono in un cassetto di un non-ben precisato ufficio. La richiesta a consultarli è arrivato pochi anni fa, quando un consigliere comunale di opposizione, in tal caso Alessandro Schisano del Partito democratico, ha chiesto al sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, di recuperare quei dati e valutare una possibile collaborazione con una Università per effettuare nuove rilevazioni nei punti nevralgici della città. La risposta è arrivata un mese fa, quando il sindaco si è impegnato, nel corso di una riunione «allargata» dei capigruppo, a recuperare quei dati e a affidare ad una università le nuove operazioni di rilevamento.

Sulla carta è rimasta, invece, la proposta, approvata dal Consiglio comunale di Sorrento, che riguarda un altro bene-risorsa, la cui «cattiva gestione» può avere incidenze sulla salute (non solo economica): il mare. In particolare, quella proposta riguardava l’istituzione del monitoraggio scientifico e costante del mare della costiera, e relativi approfondimenti ogni qualvolta si presentino evidenti fenomeni di scarsa qualità delle stesse, o addirittura di potenziale inquinamento, allo scopo di comprenderne le ragioni e definire possibili obiettivi di miglioramento della situazione. E addirittura, si proponeva l’istituzione di un Osservatorio permanente sullo stato del mare che verifichi che le azioni previste dal progetto vengano svolte, suggerendone eventualmente delle nuove, e che diffonda un rapporto periodico attraverso il quale informare i cittadini e le aziende circa i dati provenienti dalle azioni di monitoraggio ed i risultati progressivamente raggiunti. Proposta approvata nel 2010. Parole.

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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