Alla Chiesa manca il motore. E’ una semplice riflessione, sicuramente fin troppo superficiale, sulla società contemporanea che sembra sempre più spinta dalle informazioni fornite dai media piuttosto che da una riflessione sui temi di attualità.
Le Comunità parrocchiali sono sempre più simili tra di loro per quanto riguarda la composizione demografica.
Come una ricetta possiamo facilmente distinguere una manciata di ragazzi che frequentano il catechismo, una porzione di ragazzi dell’A.C.R., una dose più ridotta di giovani che partecipano alla vita dell’A.C.G. ed una schiera più o meno nutrita di anziani. A questi aggiungiamo catechisti ed animatori quanto bastano e la Comunità è servita.
Cosa manca? Manca la “fascia consapevole“. Mancano tutte quelle persone che vivono l’età del protagonismo. L’età nella quale si è attori della vita sociale e non semplici spettatori pià o meno passivi.
Manca il motore! Mancano coloro che dovrebbero essere l’esempio per i più giovani ed il supporto per i più anziani.
La ragione di quest’assenza non è poi così difficile da individuare. Quando si è protagonisti si è troppo impegnati. Abbiamo troppo da fare ed il tempo non è mai abbastanza. Poi, magari, ci ritroviamo in casa, stesi sul divano, davanti alla TV, ad annoiarci, ma, anche in questo caso, continuiamo a dirci che siamo troppo impegnati e che il tempo non basta mai perché non riusciamo a goderci neanche il relax, il “dolce far niente” perché, mentre facciamo niente pensiamo alle cose che dovremmo fare e ciò comporta una doppia fatica ed il doppio del tempo: quello in cui pensiamo a ciò che dovremmo fare e quello in cui realmente lo facciamo.
Vivendo in questo modo, è facile intuirlo, ci ritroviamo improvvisamente vecchi, stanchi e vuoti. E con tanto tempo libero a disposizione.
Il tempo libero può essere una vera e propria condanna. Può metterci dinanzi ad uno specchio dal quale non possiamo sottrarci. In questo modo ripercorriamo la nostra vita ed è un soffio. Perché presi da tante cose da fare non è che ne abbiamo fatte tante “importanti“.
Per intenderci, se per assurdo avessimo costruito a nostre spese una piazza nuova al nostro paese senza, però, che ciò fosse un reale bisogno; senza essere presenti un giorno sul cantiere; senza aver lavorato con gli operai almeno qualche giorno. Insomma, se ci siamo “limitati” a donare un terreno ed a pagare lavori e materiale, di quell’impresa ci rimarrà poco più di una lapide od un busto.
Forse la nostra Comunità ha bisogno di altro. Forse ha bisogno di qualcosa che non si può pagare. La nostra Comunità ha bisogno del nostro tempo e della nostra presenza. La Chiesa oggi ha bisogno di una maggiore “curiosità” nei confronti della Sacra Scrittura e di una maggiore presenza durante la Liturgia piuttosto che in fiere di paese per raccogliere fondi.
La Chiesa ricopre un importante funzione all’interno della Società. Indirizza gli individui sulla strada della tolleranza e della solidarietà. Gli indica la via per vivere pacificamente e proficuamente in una Comunità.
Se la Chiesa continua ad accettare la funzione di centro aggregativo per ragazzi e giovani e di purificatore delle coscienze degli anziani senza occuparsi dei “primi attori” della Società, quest’ultima continuerà a vivere una crisi di valori che si ripercuoterà su tutti gli ambiti della vita contemporanea.