(da comunicato stampa)
Successo pieno per l’inaugurazione di un ciclo di incontri letterari alla nuova sede della Libreria Tasso in Piazza Angelina Lauro 18 a Sorrento, il 27 ottobre 2013, con una madrina d’eccezione, Silvia Avallone la giovane(29 anni) scrittrice e poetessa di Biella, che a tre anni dal pluripremiato romanzo d’esordio Acciaio (Rizzoli), da cui è stato tratto l’omonimo film del regista Stefano Mordini interpretato da Michele Riondino e Vittoria Puccini, ha presentato ai sorrentini il suo secondo romanzo, Marina Bellezza, sempre per la Rizzoli. Il dottor Carlo Alfaro, con il consueto brio ha introdotto l’attento e numeroso pubblico nell’universo creativo dell’autrice. Marina Bellezza, la protagonista del libro, nasce nel 1990 nella provincia biellese, tra i monti e le valli cupe, e cresce nel mito del successo e della televisione. Marina è bellissima (di una bellezza scomoda), testarda, talentuosa. Canta e balla nei centri commerciali, sogna di diventare famosa e di sfondare nel mondo della musica e dello spettacolo. Capricciosa, volubile, inafferrabile, simile alle icone pop dei nostri tempi (“un po’ Rihanna, un po’ Britney Spears”), con una storia familiare dolorosa: una madre che si addormenta ubriaca nei locali e un padre sfuggente che si accompagna alle ventenni. Marina sogna di scappare dalla provincia e correre in città a prendersi il suo sogno. Sognando i talent-show, Marina che è qualcosa di simile alle ragazze che vediamo bazzicare in tv, tutte più o meno uguali, tutte belle e brave, se ne vuole andare dal suo paesello, ma quando ci riuscirà, capirà che dal proprio destino non si fugge. Andrea, l’altro protagonista, è un giovane di 27 anni che si ritrova a cambiare il senso di marcia della storia della sua famiglia, e quello della stessa idea di progresso: figlio ribelle del vecchio sindaco del paese, l’avvocato Caucino, Alleanza Nazionale, self-made man affrancatosi dalla desolazione e dalla miseria delle origini, Andrea abbandona l’università e il suo impiego part-time in biblioteca per tornare a fare il margaro, allevare mucche e produrre formaggi, come suo nonno. All’opposto di Marina, Andrea rinuncia all’agonismo tipico della nostra società per rifugiarsi nel mondo da cui proviene. Un romanzo di sostanza, che apre degnamente un ciclo di incontri che si prospetta di qualità.