Trasporti in Campania: «svendita delle aziende pubbliche ai privati»

NAPOLI – Il consigliere regionale dei democratici Antonio Amato come al solito non la manda a dire ai componenti della giunta Caldoro, che hanno appena presentato i nuovi ticket integrati, quindi questa volta in tema di trasporti invita a «fermare le procedure di bando per la privatizzazione del trasporto pubblico locale. Un pasticciaccio per svendere le aziende pubbliche», dice il presidente di commissione.

«Stop ai bandi per i trasporti, è una svendita delle aziende pubbliche ai privati»

«Mentre la giunta regionale fa inutile e falsa propaganda su nuovi ticket agevolati, la verità è che, attraverso le tanto strombazzata gara per la liberalizzazione dei trasporti si determina la svendita delle aziende di trasporto pubblico locale favorendo interessi privati. Inoltre si provocano gravi ripercussioni sulla qualità dei trasporti e pesanti ricadute sui lavoratori».
«Abbiamo presentato un’interrogazione che chiede la sospensione delle procedure di bando e la definizione di un programma che punti piuttosto al risanamento delle aziende di trasporto pubblico su ferro e su gomma», continua Amato, che firma l’interrogazione con i consiglieri Mario Casillo e Antonio Marciano. «La delibera predisposta da Caldoro e Vetrella per la liberalizzazione dei trasporti contiene una serie di omissioni, incongruenze e gravi falle che andranno a incidere sulla qualità e quantità dei servizi».
«Si va dalla definizione per lotti funzionali che non tiene conto della necessaria integrazione ferro-gomma, alla mancata previsione di un sistema coordinato del trasporto pubblico locale, alla sostanziale penalizzazione delle aziende pubbliche a causa della tempistica ristretta e dei requisiti tecnico-economici penalizzanti . Ancora – continua Amato – non viene indicata la forma giuridica che dovrà assumere il raggruppamento di operatori aggiudicatario, mancano indicazioni essenziali per valutare correttamente i servizi oggetto d’appalto, vengono meno i necessari criteri di trasparenza ed efficienza. Insomma un vero e proprio pasticciaccio che soprattutto per non svendere le nostre aziende di trasporto pubblico locale, sarebbe bene fermare».
Ci mette il suo anche il sindacato degli autoferrotranvieri, l’Orsa, che sempre nel merito dei nuovi titoli di viaggio presentati dalla Regione, dice in una nota: «Ecco i risultati ottenuti da Caldoro e Vetrella per il trasporto pubblico locale dal 2010 ad oggi: diminuzione delle corse dei bus e dei treni; dei posti di lavoro; della sicurezza per i viaggiatori e per i lavoratori su treni e bus; dei finanziamenti alle imprese del settore; degli importi per il contratto di servizio; annientamento degli investimenti per nuove stazioni o linee ferroviarie; aumento esponenziale della microdelinquenza sui mezzi di trasporto ; aumento del costo dei biglietti; aumento dell’evasione; insicurezza economica dei lavoratori a causa dei ritardati pagamenti del contratto di servizio alle aziende».
«Come al solito in pompa magna», è la nota dell’Orsa, «il governatore Caldoro e l’assessore ai trasporti Sergio Vetrella hanno presentato le agevolazioni fiscali sugli abbonamenti del trasporto pubblico locale, le solite chiacchiere che riempiranno i giornali per i prossimi due giorni, cercando con queste di mascherare il loro fallimento totale nel settore. Il servizio di trasporto è peggiorato tantissimo sotto l’attuale amministrazione regionale, sia in termini di qualità che di quantità, per non parlare delle scarse condizioni di sicurezza per chi viaggia sui treni e sui bus. Le aggressioni di questi ultimi giorni sono solo la “punta dell’iceberg”. E’ l’onda lunga delle politiche di “efficientamento” che nascono dalla passata amministrazione regionale e che hanno portato, nel nome del “Dio risparmio” a ridurre il personale, facendo impresenziare stazioni e treni, divenuti così territorio di conquista per la delinquenza. Questi sono fatti che l’amministrazione regionale continua a sottovalutare, salvo poi mandare inutili messaggi di solidarietà alle vittime delle aggressioni, ma non facendo niente di incisivo per prevenirle o per impedire che ce ne siano altre».
«Ovviamente in conferenza stampa non hanno parlato del fatto che da ben quattro mesi la Regione Campania non eroga il corrispettivo del contratto di servizio all’Eav, non hanno detto che al momento, in cassa, non ci sono i soldi per pagare gli stipendi di dicembre ai dipendenti. E saranno sicuramente solerti, come al solito, a stigmatizzare il comportamento di chi ha i conti e le scadenze da pagare e non percependo lo stipendio, cerca di far sentire la propria voce. Per una volta provino ad essere invece chiari coi cittadini e coi lavoratori. Provino a spiegare il perché delle “gare” per un servizio di trasporto pubblico con “un’offerta treni” inferiore a quella attuale. Provino a spiegare chiaramente in quali mani intendono mettere le aziende di trasporto, provino a farci capire perché cercano di soffocarle facendole mancare i fondi necessari a sopravvivere, perché hanno inventato un nuovo “biglietto aziendale” che ci riporta indietro di 100 anni e non accoglie quasi nessuna delle richieste delle aziende, dei sindacati e degli utenti. Un biglietto che in alcuni casi sarà addirittura più oneroso di quello attuale, offrendo un servizio inferiore e se continuano così addirittura peggiore. Per una volta provino a dire la verità».
(Corriere del Mezzogiorno)

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