Tra l’8 e il 9 agosto scorso si sono svolti a Cittadella del Capo (CS) due giorni di festa, sport, incontri e riflessioni ad opera del Sud Project Camp, associazione aperta a quanti, singoli cittadini, associazioni, gruppi di opinione, gruppi spontanei, consorzi di produttori e imprenditori, operai, giovani e meno giovani, vogliano creare un unico cartello di incontri da svolgersi su tutto il territorio nazionale.
In particolare l’obiettivo di questo nuovo progetto è “la costruzione di una coscienza condivisa meridionale, la raccolta di idee e progetti per lo sviluppo del sud, la creazione di una classe dirigente dal basso che possa essere da stimolo e da supporto a tutto ciò che si vorrà mettere in campo per il sud, è questo, e non solo questo, quello che vogliamo fare con il progetto. Il Sud ha bisogno di una coscienza comune, di condividere idee, esperienze e progetti.”
L’idea di Sud Project Camp è proprio fare questo: “far incontrare gli uomini e le donne, i giovani del Sud di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali e creare un luogo dove poter: incontrarsi, conoscersi e condividere esperienze.”
Gli eventi clou prendono il nome di “tappe del Sud Project Camp” e sono realizzati secondo una formula leggera e giovane di incontri, in grado di coinvolgere quante più persone è possibile in ciascuna sua “tappa”. Le singole tappe del Sud Project Camp si svolgono attorno a uno o più temi principali, ai quali si stimolerà e favorirà il dibattito, il confronto, la nascita di nuove idee.
Il prossimo evento si terrà il 23 agosto a Torremaggiore, in provincia di Foggia, dove si svolgerà il “Sacco & Vanzetti Day”, dedicato al “Sud, Diritti, Integrazione, Tolleranza: Pace subito tra Israele e Palestina”
Tale manifestazione, promossa dall’Associazione “Sacco & Vanzetti”, è ogni anno fortemente sostenuta dal Sud Project Camp che, attraverso i suoi responsabili dichiara: “Entrambi emigrati negli Stati Uniti in cerca di lavoro ed entrambi vittime del pregiudizio che di solito sorge nelle comunità soggette di immigrazione. Furono giustiziati per un delitto non commesso e divennero da sempre il simbolo della contrarietà alla pena di morte e di un’attenzione forte alle comunità e alle persone più deboli. Ecco perché, soprattutto quest’anno, siamo contenti di sostenerla per il tema scelto, vicinissimo alla nostra associazione e ai nostri temi e sensibilità.”