Voliera (abusiva?) sul Bastione, il caso su Repubblica

Una segnalazione di un lettore e la voliera rossa, che campeggia sulle mura del bastione di San Valerio a via degli Aranci, guadagna una foto-notizia sulla home page dell’edizione napoletana di Repubblica.it.
Otto slide, pubblicate qui dalla testata fondata da Eugenio Scalfari, riaprono, infatti, il caso della costruzione sulle mure cinquecentesche di Sorrento. “Un lettore –  si legge nel trafiletto a firma di Paolo De Luca – lo ha segnalato a Repubblica.  E’ lì da decenni, guardata o ignorata dagli stessi sorrentini, come se ormai fosse parte integrante dell’antico monumento su cui poggia. Ma non è così. Quella voliera rossa è decisamente più recente”.

“Effettivamente – riprende la fotonotizia -, la voliera è ben visibile dalla strada su cui insiste, via degli Aranci, e poggia direttamente sulle pietre della cinta muraria. Non si parla di abusivismo edilizio, né esistono segnalazioni di alcuna irregolarità alla Soprintendenza. Ma certamente il dettaglio salta agli occhi. I turisti la indicano curiosi, i sorrentini la ignorano (…). E’ quel che avviene in ogni città con un’antica cinta difensiva: nei secoli, legittimamente o meno, si è costruito sempre più vicino alla fascia muraria. E’ accaduto a Napoli come a Roma, fino a Gerusalemme. Anche Sorrento non fa eccezione”.

“Ma non è il caso di questa voliera – spiega un lettore a Repubblica – Qui non si parla di secoli di storia stratificati, ma di una struttura recente. Sporge troppo e, per quanto sia lì da tempo, disturba e danneggia la vista di un nostro monumento storico. Andrebbe ridimensionata, se non arridittura rimossa”.

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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