Maltempo e danni, il Pd: “E’ anche colpa della cementificazione. Lavorare per evitare tragedia…”

L’evento sarà stato anche straordinario, ma le responsabilità dei danni causati non possono ricercarsi solo in fenomeni naturali. E’ il senso di un intervento congiunto del Pd e dei Giovani democratici, che affidano a Francesco Mauro una considerazione sulle conseguenze del nubifragio dell’altro sera.
“Possiamo dire che si tratta di eventi eccezionali e irripetibili, oppure riconoscere che il nostro territorio ci sta parlando e che forse sarebbe meglio ascoltarlo – spiega Mauro -. Si può mai negare che l’attuale condizione di allagamento dei nostri centri non è dovuta all’eccessiva cementificazione? Se si continua così, correremo rischi sempre più grandi. Prima di piangere la tragedia, si faccia un accurato controllo della tenuta idrogeologica del nostro territorio. Gli agrumeti e i giardini alberati svolgevano e svolgono tuttora (seppur decimati in numero e superficie) una funzione fondamentale nel drenaggio e nel contenimento delle acque e dei fanghi. Se consideriamo che, alla loro progressiva espiantazione e sostituzione con strutture in cemento che impermeabilizzano il terreno, si aggiunge un sistema fognario costituito da condutture e collettori non adeguati, ci si rende rapidamente conto che il pericolo è dietro l’angolo e che è giunta l’ora di attivarsi per prevenire disastri”. E infine: “Il Partito Democratico e i Giovani Democratici – chiude Mauro – intendono sollecitare le amministrazioni comunali affinché provvedano a non sottovalutare il possibile pericolo, verificando l’effettiva dimensione del rischio di dissesto idrogeologico in penisola sorrentina e mettendo in atto tutte le operazioni necessarie per la messa in sicurezza di strade, costruzioni e fognature”.

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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